Pubblichiamo la nota stampa di Andrea Ferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della VI Commissione consiliare, in merito al dimensionamento scolastico:
«Il dimensionamento scolastico non può ridursi a una questione di numeri e accorpamenti. In gioco ci sono la continuità didattica e amministrativa, la qualità dell’offerta formativa, la tutela del personale scolastico e, soprattutto, il futuro delle nostre comunità. Per questo ritengo necessario aprire un confronto istituzionale serio, prima che vengano assunte decisioni che rischiano di incidere profondamente sull’organizzazione della scuola pugliese.
Ho formalmente chiesto un incontro urgente all’assessore Silvia Miglietta, raccogliendo le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali della scuola e della dirigenza scolastica pugliese. La loro richiesta è chiara: una moratoria di un anno, rinviando gli interventi di riorganizzazione all’anno scolastico 2028/2029. Una richiesta che merita attenzione, perché le criticità evidenziate non possono essere sottovalutate.
Si parla di tempi troppo ristretti, di un coinvolgimento insufficiente delle comunità scolastiche e degli enti locali, ma anche dei rischi legati agli accorpamenti e alla creazione di istituti sovradimensionati. Situazioni che potrebbero avere ripercussioni sulla gestione delle scuole, sugli organici del personale e persino sulla capacità di utilizzare correttamente i finanziamenti europei.
Particolarmente delicate sono le situazioni di Trani e Foggia. Secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali, si arriverebbe rispettivamente a oltre 1.370 e 1.410 alunni, superando il limite di 1.200 previsto dalle indicazioni regionali. Sono numeri che impongono una riflessione e che richiedono risposte puntuali.
Per Trani conosciamo bene quanto questa vicenda sia delicata. Il dimensionamento scolastico è stato uno dei terreni di confronto più aspri all’interno dell’amministrazione comunale, contribuendo alla crisi politica che ha attraversato la maggioranza. Non siamo di fronte, quindi, a una questione meramente amministrativa, ma a scelte che incidono direttamente sulle comunità, sulle famiglie, sugli studenti e sul futuro della città. Anche la situazione di Foggia merita la massima attenzione, soprattutto rispetto alla necessità di salvaguardare l’assetto scolastico attualmente in vigore.
Credo che la richiesta di moratoria possa rappresentare un’occasione per correggere le criticità e costruire una programmazione realmente condivisa, attraverso criteri trasparenti e omogenei per tutto il territorio regionale. Il calo demografico è un problema che dobbiamo affrontare, ma non possiamo pensare di risolverlo soltanto attraverso fusioni e accorpamenti. Servono investimenti, il potenziamento dei servizi educativi 0-6 anni, l’ampliamento del tempo scuola, la riduzione del numero di alunni per classe e una maggiore attenzione alla presenza degli istituti nei territori, soprattutto in quelli più esposti al rischio di marginalizzazione.
Un anno di moratoria non significa rinunciare alla programmazione, ma concedersi il tempo necessario per realizzarla serenamente con equilibrio e responsabilità. Per questo ritengo indispensabile aprire un tavolo di confronto con le istituzioni scolastiche, le organizzazioni sindacali e gli enti locali, così da definire criteri condivisi per il dimensionamento relativo all’anno scolastico 2028/2029, avviando il percorso già dalla primavera del prossimo anno.
La scuola non può essere riorganizzata senza ascoltare chi la vive quotidianamente e i territori che rappresenta. Le decisioni non possono essere calate dall’alto, senza tenere conto delle reali esigenze delle comunità scolastiche. Il diritto allo studio, la qualità della formazione e la tutela del personale devono rimanere la priorità di ogni scelta. È su questi principi che intendo portare avanti il confronto con l’assessorato regionale, affinché si arrivi a una soluzione equilibrata e rispettosa delle esigenze di tutta la Puglia».





































