Ci mancava solo il fotografo mascherato che, tomo tomo, cacchio cacchio, invece di dedicarsi alle sue ben retribuite (da noi) mansioni, scatta foto alle spalle dei consiglieri e assessori mentre guardano la partita dell’Inter.

Interisti che, pausa o non pausa, la passano liscia pure stavolta grazie alla Marotta league che copre pure tifosi che in aula consiliare guardano la partita al telefonino.
È come se nella Prima Repubblica i consiglieri, eventualmente in pausa, si fossero fatti i cruciverba o si fossero abbandonati, in aula, alla lettura della Gazzetta dello Sport (mai visti, in verità ed è quindi una questione di rispetto dei luoghi, a prescindere).

Insomma interisti impuniti come sempre. Come al solito.

Il fotografo che si aggira per Palazzo Palmieri resta inquietante: diamo un avvertimento ai consiglieri e alle consigliere perché potrebbe seguirvi anche in bagno o immortalarvi mentre vi spostate su di un lato della poltrona (sempre prendendovi alle spalle ) per un’innocente emissione di gas tra una delibera e l’altra. Il fotografo, sulle note del famoso pezzo da avanspettacolo “Te vo fa fa na’ foto”, chiudeva la sua uscita defilandosi pallido e assorto, dopo essere stato sgamato dall’interista…

L’arbitro intanto metteva la mano sulla fronte, pallido come un cencio e messo peggio di uno Spalletti o di un Rocchi qualsiasi, getta gli occhiali sul tavolo, scuote il capo. Vorrebbe gettare di nuovo la spugna. Per ora getta gli occhiali e si scusa ancora una volta pure a nome del fotografo. Ma può un arbitro passare la vita a scusarsi?

Osservare il linguaggio
del corpo dell’arbitro Galiano da Cassano fa capire come sta finendo questo governo. In barzelletta. C’erano un arbitro, un fotografo ed un interista…