Il peggior nemico di “M. il figlio dell’incertezza” è la sua stessa maggioranza.
La farsa ed i balli in maschera messi in scena dal governo di centro sinistra tranese, con spruzzata di post fascisti poltronari e borghesi piccoli piccoli in cerca di sistemazione per se stessi e parentela, sono destinati a continuare.
Nei giorni scorsi un consigliere della stessa maggioranza inveiva contro la nomina di un assessore, poi effettivamente rinominato:” ‘N ‘Bacc o ca…’ fac l’assessor ** ***, n’ bacc’ o ca…. Faccio cadere di nuovo io Galiano se fa assessore di nuovo **. Gli errori si pagano sempre, come li ho pagati io.” L’assessore è tornato al suo posto, come tutti gli altri, ma questo lo sapete. Poco prima il consigliere aveva tessuto pubblicamente le lodi di quell’assessore. Un ambiente terribile, insomma.
Ieri un altro consigliere di maggioranza scriveva sul suo profilo di un’amministrazione che “siccome aveva fatto ridere poco in quattro mesi” ora rimetteva al proprio posto assessori fatti dimettere o dimessisi (pure noi ad un certo punto non ci abbiamo capito più nulla) in precedenza, evocando la pelle del capitone che scivola via sotto il muco prodotto dal capitone stesso. Ribrezzo.
Poi il consigliere è indeciso se rapportare tutto quello che si è visto ad una barzelletta, ad un abbaglio, alla sindrome di Stoccolma. Pure lui, come la sua compagine di governo, è in confusione. Noi tranesi tutto questo non ce lo meritavamo.
Il problema più grande ora non è più quello di “M, il figlio dell’incertezza”, ma tutta la credibilità e l’immagine di Trani che hanno visto in pochi giorni le proprie quotazioni crollare in picchiata. Un passaggio terribile per la nostra città che ha ridotto Bombolo e Alvaro Vitali (buonanime) a meri dilettanti.
Pure Pina Chiarello, avvocato ed ex assessore tranese ha però colto, nella farsa, un aspetto inquietante:”Galiano si è mosso, (non sappiamo quanto consapevolmente o con l’inconsapevolezza del politico inesperto e dilettante, nda) come un potestà, più a destra di chiunque altro”. Non per niente nell’ultimo pezzo di ieri rievocavo la frase che un Mussolini molto teatrale nella serie “M, il figlio del Secolo”, pronuncia alla fine di uno degli episodi:”La democrazia può continuare per mia gentile concessione”.
Corriamo il rischio di fascismo inconsapevole. Brutta pagina.
Ribadisco: dopo aver visto tutto ed il contrario di tutto, dopo che ormai vale tutto, la democrazia può continuare per gentile concessione di Marco Galiano. Forse.
Ma nel frattempo una gran risata ha travolto Trani… in modo, quello sì, irrevocabile.





































