In una vecchia sigla televisiva cantata da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, nell’orecchiabile ritornello compariva la frase: “E mi pareva strano, che fosse tutto a posto…”
Dopo lo psicodramma politico che ormai da quasi un mese ha investito Trani, con tutto il deleterio rallentamento che lo stesso ha comportato per le varie componenti della vita cittadina, ieri alle 13 il sindaco ha convocato i vecchi assessori per procedere alle “rinomine”.
Una specie di puntata del nuovo show del momento “Scusate, abbiamo scherzato” ?
Non proprio. Se si pensava che dopo essersi “guardati negli occhi”, in stile Giucas Casella (“guardami, guardami, guardami, ti sveglierai -qui scriviamo “ti dimetterai”- quando lo dico io”) se si pensava che le interviste- esternazioni- ripensamenti e riunioni fiume “alla quattro amici al bar” (“si sta come nei bar a Trani dopo le fasulle dimissioni”, riscriverebbe il Poeta) avrebbero riportato la sospirata stabilità necessaria a governare una città- si comincia ad avere perfino una certa nostalgia di Bottaro in tal senso-, vediamo invece che ci sono ancora zone d’ombra e inquietanti scenari, guardando in prospettiva.
Ad esempio ci risulta esserci molta “maretta”, con moto ondoso in aumento tra le fila della lista “Per” perché quest’ultima avrebbe voluto la nomina del secondo assessore. E’ in verità una vecchia questione che risale alla formazione della prima giunta quando l’accordo doveva basarsi sulla formula “chiavi in tasca”: due assessori a tutte le componenti ed uno ad AVS (8+1). Per poter nominare un assessore suo (Paola Covelli) il Sindaco chiese alla lista “Per” di fare una provvisoria rinuncia per poi essere “risarcita” con la partecipata (Anna Curci Presidente di Amet Spa da noi di Trani.News24.city ampiamente anticipata). Insomma hanno visto prima una “carta” che poi è sparita. Immagino la contentezza dei nostri amici che sembrano aver fatto la fine di Montesano e Proietti che dopo aver perso alle corse dei cavalli (nel film “Febbre da cavallo”) perdevano pure l’ultima dieci mila lire alla stazione di Napoli al tavolino del gioco delle tre carte. Poi si sarebbero rifatti con Soldatino, King e D’Artagnan…
Alla luce però delle nuove determinazioni assunte dal Sindaco (Amministratore Unico in Amet non in quota alla politica) la lista “Per” avrebbe nuovamente rivendicato il secondo assessorato…
Non vorrei chiudere con un finale scontato evocando le frasi rispettivamente del grande Commediografo (“tanto rumore per nulla”) e del grande Filosofo (“Nulla di nuovo sotto il sole”), ma stavolta credo che siano particolarmente azzeccate alla nostra triste storia politica.





































