«Dopo le dichiarazioni con cui il sindaco Galiano ha motivato le proprie dimissioni, e dopo lo spettacolo indecoroso cui abbiamo assistito in questi giorni, appare difficile immaginare a un suo ripensamento, anche se ormai, con questo centrosinistra, è possibile tutto e il contrario di tutto». Lo scrivono in una nota i consiglieri comunali ed i segretari cittadini di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista Guarriello, Trani Libera in merito alle dimissioni del sindaco Marco Galiano.
«Anzitutto, egli stesso ha definito le sue dimissioni “irrevocabili”: parole inequivocabili, che non lasciano spazio a interpretazioni. Ha poi mosso accuse dirette all’assessore regionale Debora Ciliento, descrivendo un quadro che lambisce i confini della legalità, e al Partito Democratico, prima forza della coalizione con sette consiglieri, ritenuto responsabile di pesanti pressioni. Non sono mancati rilievi critici nei confronti di AVS e, soprattutto, l’amara denuncia di chi lo considererebbe un burattino da manovrare. Viene allora da chiedersi se davvero il sindaco ignorasse la natura dei soggetti che avrebbero fatto parte della sua maggioranza.
Ma, ammesso che le dimissioni vengano ritirate, in quali condizioni questa amministrazione potrebbe proseguire il proprio mandato? Il primo cittadino ha, seppur indirettamente, additato alcuni membri della sua stessa coalizione come burattinai; ha attaccato apertamente esponenti del proprio partito; ha portato alla luce dinamiche di potere che avrebbero dovuto restare estranee al governo della città. Il presidente del consiglio comunale e il vicesindaco sono stati indicati da alcuni colleghi di maggioranza come principali responsabili della crisi; si paventano denunce e querele reciproche, in un clima da “resa dei conti” tra fazioni. In simili condizioni, come sarà possibile affrontare scelte amministrative cruciali e delicate senza che diventino terreno di scontro e di ricatto, come già accaduto per il dimensionamento scolastico?
Siamo consapevoli che per Galiano si prospetta una scelta difficilissima: salvare sé stesso o salvare gli equilibri e le poltrone della sua maggioranza. Comunque vada, a rimetterci sarà la città».




































