Il caso di Chicco Corallo (Popolare per Galiano) all’interno della turbolenta amministrazione Galiano è ormai conclamato e pronto a trasformarsi da smottamento a valanga.

Ma mai come ora gli spigoli emersi sulle poltrone di governo e le lame che fuoriscono lungo le pareti di Palazzo appaiono rispettivamente tanto appuntiti e affilate.

Tutto questo, al di là di quello che vi abbiamo raccontato fino ad ora, tra gravi pressioni sul sindaco, volontà di trattarlo come una marionetta, fuga di notizie, sfoghi con la stampa, scogli in modalità Schettino in vista (Amet, Amiu, Stp, Discarica con lotto da riaprire, passaggio via Corato e tappo conseguente, soldi per assessori inerti – di nuovo, come con Bottaro-, mostruosità Angelini), oltre a questo enorme piano inclinato ci sarebbe il caso Corallo che sta diventando incandescente.

“Una parte della maggioranza non è più in grado di sopportare e digerire”, ci racconta un tesserato di partito, “le esternazioni di Corallo ed i suoi attacchi contro il governo”. Se da un lato, secondo quanto trapelato nei giorni scorsi, Marco Galiano per rientrare potrebbe imporre un’asticella altissima e condizioni imprescindibili, dall’altra, una parte della maggioranza sarebbe pronta al “o noi o lui”, una controproposta da “imporre” (a ridalle) allo stesso sindaco.

Secondo questa indiscrezione sarebbero pronti a chiedere a Galiano di “estromettere Corallo ed il suo partito dalla coalizione”. Mi chiedo peró, come potrebbe Galiano stesso, mettere in pratica una condizione del genere, considerando poi anche la prevedibile reazione di Chicco il Brigante.

Al massimo, con un azzeramento della Giunta in stile Bottaro, potrebbe estromettere gli assessori per poi rinominarne altri. Ma sinceramente non sappiamo se un Galiano eventualmente “rientrante”, abbia voglia d’intraprendere una nuova grana – battaglia di questo tipo.

Conclude la nostra fonte: “i video e le accuse contro personaggi della maggioranza di questi giorni, i toni utilizzati ed un audio girato nelle ultime ore con precisi riferimenti e impropreri annessi (un audio privato, quindi una piccola grande “infamata” verso Chicco) avrebbero segnato il punto di non ritorno per quella parte della maggioranza che ora è arrivata al “noi o lui”.