Consiglio Comunale: Segre, Foà, Di Matteo ed Escalada cittadini onorari di Trani

Il Sindaco Bottaro: «Grande umanità di uomini e donne»

«Per l’incessante impegno ed il forte messaggio contro ogni forma di odio e discriminazione, a testimoniare l’importanza della memoria del passato come monito per il futuro, perché ciò che è stato non accada mai più». E’ con questa motivazione che ieri pomeriggio il consiglio comunale di Trani ha concesso la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre e al capo della comunità ebraica Ugo Foà, entrambi testimoni della Shoah, tra i pochi sopravvissuti alle leggi razziali e ai lager nazisti. Lo stesso conferimento, con motivazioni diverse, è stato concesso anche ad Antonino Di Matteo, magistrato sotto scorta in prima linea nella battaglia contro la mafia, e a Laura Escalada Piazzolla, moglie del musicista Astor, per aver tramandato e rinnovato l’eredità del marito senza tradire il legame profondo che unisce il grande compositore argentino alla città di Trani. Un riconoscimento, spiega il sindaco Bottaro, che premia la grande umanità di uomini e donne che con le loro storie possono essere di esempio alle nuove generazioni

Premiate con la cittadinanza benemerita “Ordinamenta Maris” per il loro impegno in attività sociali e di promozione del territorio anche la Lega navale italiana, sezione di Trani, gli operatori emergenza radio e l’associazione Trani Soccorso. Cinque, infine, le cittadinanze benemerite “Sigillo della città” concesse a personalità di Trani che si sono particolarmente distinte in campo artistico e professionale: come l’odontoiatra Michele Grazioso, il direttore d’orchestra Marcello Cormio, il pianista Alfonso Soldano, la cantante non vedente Maria Rita Di Cugno e la soprano Myriam Marcone. Il sindaco Bottaro confida anche nel loro contributo per rafforzare la candidatura di Trani a capitale della cultura italiana per il 2021.

Sarà il DUC, il distretto urbano del commercio, a supportare l’amministrazione nell’elaborazione di una proposta di candidatura a capitale italiana della cultura per la cifra di 14mila euro. Una scelta che le minoranze in aula hanno fortemente contestato.

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