Quando il welfare cessa di essere un semplice erogatore di prestazioni e diventa un cantiere comune, le comunità locali diventano protagoniste attive del proprio benessere. È attorno a questa visione che domenica 13 settembre si è sviluppato il confronto “Tessere il futuro: Enti locali e Terzo settore”, promosso dal Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS e organizzato in collaborazione con il Comune di Trani all’interno dei Dialoghi Off, la rassegna curata dal CSV nell’ambito dei Dialoghi di Trani.

Nelle riflessioni introdotte e guidate da Roberto D’Addabbo, esperto di diritto amministrativo e coordinatore dell’Area Consulenza del CSV San Nicola, la tavola rotonda ha ripercorso il senso profondo dell’amministrazione condivisa, a quasi dieci anni dall’introduzione del Codice del Terzo settore. Un paradigma fondato sulla co-programmazione e sulla co-progettazione che, come sottolineato nei diversi contributi – tra cui il quadro costituzionale delineato dal prof. Luca Gori docente di Diritto Pubblico presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e di Diritto del Terzo settore presso l’Università di Pisa -, incarna una delle espressioni più mature del principio di sussidiarietà orizzontale.

Attraverso i saluti e la visione condivisa tra il sindaco di Trani Marco Galiano, la presidente del CSV San Nicola ETS Rosa Franco, la presidente nazionale di CSVnet Chiara Tommasini, la direttrice del Dipartimento Welfare della Regione Puglia Valentina Romano e il dirigente dell’Ufficio di Piano Alessandro Nicola Attolico, l’incontro ha ricucito il filo che lega le scelte legislative nazionali e regionali agli esercizi territoriali quotidiani.

Il cuore del dibattito ha messo in luce una svolta culturale decisiva: il rapporto tra pubblica amministrazione e Terzo Settore si spoglia della vecchia logica dell’affidamento di servizi dietro corrispettivo per accogliere una vera e propria alleanza. Gli Enti del Terzo Settore, grazie alla vicinanza ai bisogni della comunità e alla terzietà rispetto al mercato, dispongono di una corsia privilegiata per dialogare con le Istituzioni pubbliche basata sulla fiducia reciproca, sulla corresponsabilità e sulla condivisione delle risorse.

Un orientamento ribadito con forza anche alla luce della recente Legge regionale n. 11/2025, con cui la Puglia ha ulteriormente valorizzato l’amministrazione condivisa, puntando su procedimenti snelli, trasparenza e partecipazione. Un quadro normativo favorevole, entro il quale si avverte però una duplice esigenza di tutela: assicurare uno spazio d’ascolto effettivo anche alle realtà di volontariato più piccole e preservare l’essenza gratuita del dono, evitando che l’apporto dei volontari venga impropriamente sovrapposto al lavoro dipendente.

Il messaggio di sintesi emerso dalla giornata guarda direttamente al futuro operativo. Se infatti le norme, la giurisprudenza e le prassi hanno ormai tracciato la strada, le sfide aperte riguardano oggi il piano culturale e organizzativo: occorre superare la naturale resistenza dei processi burocratici con una formazione mirata per funzionari e dirigenti pubblici, serve far crescere nei soggetti del privato sociale la capacità strategica, l’analisi dei bisogni e l’attitudine a fare rete e diventa imprescindibile imparare a valutare e misurare l’impatto reale delle azioni sulle persone.

L’appuntamento di Trani si chiude così con una consapevolezza corale: caduto ogni alibi interpretativo o normativo, per gli enti locali e il Terzo settore si apre il tempo della messa a terra concreta di questo nuovo modo di costruire il bene comune.