Proprio nei giorni in cui iniziano gli ormai celebri “Dialoghi di Trani” e la nostra città diviene uno dei riferimenti culturali di punta a livello nazionale (tornerò ad occuparmene nei prossimi giorni), ecco che il Comitato cittadino “Costa Nord” torna a farsi sentire non solo per denunciare i molteplici mali che affliggono la “zona d’ombra” della nostra città (la zona nord, appunto) ma anche per assumere uno spirito propositivo, costruttivo.
La proposta è quella di rendere l’ex Macello un punto di riferimento culturale, un luogo da “regalare” alla collettività, magari in particolare ai giovani. Dopo il silenzio che sta seguendo l’acquisto dell’Impero e del Supercinema (son serviti pure quelli come “riempitivo” alla voce “chiacchiere e palloni” da campagna elettorale, prima con roboanti annunci (“abbiamo regalato due luoghi per la Cultura a Trani), poi con qualche sommesso e prudente “stiamo valutando” e “vediamo”, per giungere all’indegno e riparativo (da figuracce) silenzio di oggi, ecco la proposta del Comitato Costa Nord, con parole diffuse tramite i social e che puntualmente riprendiamo:
“C’è la storia concreta dell’ex Macello di Trani.
Un primo programma nazionale di riqualificazione ha portato all’assegnazione di 2 MILIONI DI EURO, immaginando una “Cittadella dei giovani”, con spazi per formazione, socialità, associazioni e attività culturali.
Successivamente l’ex Macello è entrato anche nel PINQuA Costa Nord, con un ulteriore intervento per il recupero dell’immobile e la realizzazione di alloggi e servizi di cohousing.
Due percorsi di finanziamento che ci portano oggi a chiedere:
A che punto siamo?
Cosa è stato realizzato e cosa resta da realizzare?
Quali sono i tempi?
Quale sarà la destinazione definitiva degli spazi?
Forse è arrivato il momento di tornare a immaginare questo luogo.
Mostre, laboratori, associazioni, coworking, musica, design, incontri. Un luogo capace di generare presenza e diventare parte della rigenerazione della Costa Nord.
Perché un edificio può custodire la memoria del passato senza rimanerne prigioniero.”
L’appello fa l’effetto di una schippettata nella “notte” della politica di queste settimane. Un imbarazzante silenzio che avvolge una Città sempre più addormentata.





































