Il Comitato di quartiere “Costa Nord” di Trani è entrato in una fase che potremmo definire “di emergenza”.
Questi nostri concittadini e nostri lettori, stando alle loro legittime lamentele, sono entrati da tempo in una modalità di vita disturbata, tormentata, che mai si sarebbero immaginati di affrontare quando hanno acquistato gli appartamenti dei palazzi che si ritrovano intorno al depuratore, al centro raccolta rifiuti, un’isola ecologica “anomala” che non presenta i caratteri delle altre isole, tipo quella nei pressi dello stadio, ma incarna altre funzioni (vedi compattazione rifiuti, stando alle segnalazioni del Comitato).
Insomma, non solo raccolta, ma anche “lavorazione” dei rifiuti provenienti da tutta la città, con un terribile carico da 90: gli autocompattatori, ben quattro, arrivano tra le 4 e le 5 del mattino con motori che restano accesi (e gas di scarico che salgono verso le abitazioni- balconi- degli stessi residenti) e segnali acustici in funzione per un tempo prolungato. Risultato : i poveretti non riescono a dormire tranquilli e si ritrovano le abitazioni invase dai gas di scarico dei quattro autocompattatori a motori diesel accesi. Se aggiungiamo il caldo il quadro è completo. Manca solo la nuvoletta di Fantozzi e poi siamo a posto. Allegria, direbbe il vecchio Mike.
Il Comitato, giustamente, chiede di posticipare le suddette operazioni non prima delle 7 del mattino almeno, ma nel frattempo chiede che le istituzioni trovino una nuova sede per questa isola ecologica che non si limita alla raccolta ma compatta i rifiuti anche con l’utilizzo di una pala meccanica (che comporta altri rumori).
Ma la vicenda triste che il Comitato Costa Nord ci racconta nasconde una vera e propria “tempesta perfetta” di disagi. Basti pensare al vicino depuratore che continua a sprigionare, periodicamente, miasmi irresprabili.
Al di là dei sopralluoghi di Galiano sindaco di Trani e Cornacchia assessore all’ “ambientaccio” (è il caso di dire con le puzze e le le blatte sudamericane che invadono Trani senza che alcuno muova un dito), con o senza preavvisi, -non vogliamo entrare in queste dinamiche perché non siamo in grado di verificarle-, resta il fatto che, come ebbe modo di spiegarmi un dipendente barese di Acquedotto pugliese, il problema si presenterebbe maggiormente quando i cilindri del depuratore vengono sollevati per le pulizie di rito e, quando restano per un tempo prolungato in questa modalità, i miasmi partono inarrestabili.
Anche in questo caso, non sarebbe meglio pensare a nuove collocazioni, lontano dal centro abitato per questo strumento che da anni appesta l’aria di Trani Nord?
La tempesta perfetta del disagio prevederebbe una terza componente in zona.
Che fine farà l’ex Angelini? (“Ma voi le cose le volete fare?”- cit. Gomorra-).
Il piano Pinqua avrebbe dovuto prevedere una riqualificazione dei luoghi ma, ad oggi, il degrado ed i rischi legati all’ igiene ed alla sicurezza regnano sovrani. Incendi e crolli per folate di vento si sono pure manifestati negli scorsi mesi ed i residenti temono che i loro appartamenti, in mezzo a tale “tempesta perfetta” da degrado diffuso, si svalutino velocemente.
Dall’idea di parco o villa, alla stasi nel degrado con una causa che pende tra proprietari dell’ex Angelini e Comune di Trani c’è poco da stare allegri. Finirà a tarallucci, vino e solite villette a schiera? Ai posteri l’ardua sentenza. Intanto il Comitato lotta tra i “marosi” dei disagi e dei disservizi, anche se il mare vero, a pochi passi, è quasi sempre calmo di questi tempi.





































