Intanto spieghiamo subito un aspetto ai nostri lettori: mentre per noi comuni mortali e sempre pronti a credere ai bei discorsi tipici della campagna elettorale, fare il Presidente del Consiglio o il Vice sindaco sarebbero la stessa cosa e sarebbero due cariche di prestigio per chi le assume (tra l’altro anche ben retribuite), con un fine primario : fare il bene della Città, per i professionisti di Palazzo, abituati a fare i conti con la vitaccia politica, i retropensieri e le imboscate sempre dietro l’angolo (hanno sviluppato una pellaccia da rinoceronte) sono invece ben diverse.
Mentre la carica del Presidente del Consiglio diventa un “posto fisso” e sicuro, a meno che chi lo assume non impazzisca e faccia una strage o molesti le vecchiette, la carica di vice sindaco, di solito associata a cariche assessorili, corre sempre il rischio d’imbattersi in un azzeramento mirato (Bottaro ne ha messi a segno almeno un paio, in 11 anni, per far fuori persone ritenute moleste e /o improduttive – ma non aveva tutti i torti, ripassatevi la storia, qui non ho spazio-), in un conflitto improvviso, in un’indagine (ormai evento remoto qui a Trani), in un’improvvisa idiosincrasia col Sindaco, in un agguato di Palazzo, in una sexy storia a luci rosse con scandalo (robe non da Trani, per ottime capacità d’occultamento in quel campo) che possano improvvisamente portare un rovescio, un tracollo, un azzeramento, appunto, ed un ritorno al proprio lavoro originario, alla zappa o al volantinaggio porta a porta.
Intanto avanza la macchina di Battiti non senza problemi per il nuovo sindaco, al momento costretto a far fronte senza giunta e senza supporti all’organizzazione di un evento tanto impegnativo ed i primi mugugni a Palazzo, in merito a questa faccenda, si sono già sentiti. Ma, come si dice, the show must go on. In tutti i sensi…
La questione del rinvio della proclamazione dei consiglieri, sollevata da uno di loro, Chicco Brigante Corallo, per inadempienza di alcuni di questi nel pagamento di tasse comunali avrebbe una sfumatura ridicola se non fosse tragica, nella sua pochezza fattuale (si potranno pure vendere una macchina o il montone anni 80 per mettersi in regola) ma grottesca sul piano della forma (E “menu mal” che Galiano aveva tirato fuori tra le frasi ad effetto della campagna elettorale: “la forma è sostanza”… Cominciamo bene).
Dico: quando hanno composto le liste i responsabili dov’erano? Alla Play station o a giocare a calcio balilla?





































