Don Enzo De Ceglie è il Tranese della Settimana. Posso tranquillamente affermare che, sempre nel silenzio e lontano dalla “gran cassa”, il Nostro ha rappresentato e rappresenta una delle personalità tranesi più efficaci, concrete e affidabili non solo nel suo campo di appartenenza, quello ecclesiastico, ma anche, di riflesso, in quello sociale.
Con le sue capacità, ha saputo valorizzare e rendere attiva, trasformandola in un vero punto di riferimento, la sua parrocchia storica (vi è cresciuto fin da ragazzo): quella degli Angeli Custodi. Al di là dell’abito talare e del suo ruolo, l’ho sempre ritenuto un tranese “anomalo”: poche, pochissime parole in pubblico, poche, pochissime chiacchiere, e molti fatti. E per fatti intendo aiuto morale e materiale a tante famiglie svantaggiate, a tanti casi difficili, spesso presenti nel quartiere in cui ha operato. Per fatti intendo la capacità di ascoltare senza mai giudicare.
Per fatti intendo la grande pazienza nel sopportare situazioni non sempre facili da gestire nello stesso quartiere, specie all’inizio, quando divenne parroco per la prima volta.
Ora è arrivata la decisione del Vescovo D’Ascenzo, che ha scelto di trasferirlo a Trinitapoli.
Nel rispetto degli ambiti di azione e dei ruoli, non entriamo nel merito, ma possiamo sicuramente affermare che il Vescovo avrà avuto i suoi buoni motivi.
Anzi, da osservatori del nostro territorio, azzardiamo l’ipotesi che il trasferimento sia stato dettato da ragioni ben precise, pensando che proprio nella nuova realtà in cui è stato destinato ci sarà bisogno di lui.
Tra fatti di cronaca e notizie che ci giungono da quel territorio, sappiamo che la situazione sociale non è stata, e non è, facile, specie negli ultimi anni. Un profilo come quello di don Enzo sarà sicuramente utile per aiutare tanta gente.
Nella piena mentalità evangelica del “servo inutile”, don Enzo, sempre in silenzio, lascia Trani (ci sia concessa una punta di dispiacere nel non vederlo operare, per un po’, nella nostra città, anche se non escludiamo un suo ritorno, da parte nostra), prende la sua borsetta nera e va in quel di Trinitapoli ad operare per il Bene.







































