I Ruba galline in confronto sono stati nobili e gran signori difronte all’ennesimo atto di degrado, vandalismo e inciviltà compiuto a Trani. Uno sberleffo nei confronti della “morte” e di persone colpite da un lutto. E questo episodio fa il paio con il cadavere (più di uno, secondo le denunce di Nugnes della Dc) clandestino, con i furti nel Cimitero di fiori e vasi.
Uno scherzare col fuoco “sacro”, per i credenti ma anche per atei e laici, della morte, un confine che si sta superando in special modo qui a Trani, come se operasse un “paganesimo” di ritorno (che a sua volta conserva a dire il vero una sua dignità, specie per chi è abituale lettore e studioso di testi di antropologia). No, qui è proprio becero comportamento e mancanza di rispetto verso tutto e tutti, verso chi va all’altro mondo, chi conclude il suo percorso terreno e chi rimane ed ha il sacrosanto e civile diritto di piangere una persona scomparsa, senza che i ladri di drappi o fiori, trafficanti di cadaveri o venditori abusivi di loculi, nuove specie bestiali (con tutto il rispetto per le belve) di una razza umana allo stremo ed ai confini del consorzio che ci rende, almeno sulla carta, esseri che dimorano su questa Terra. Hanno rubato il drappo funebre posto davanti al portone dell’abitazione di un defunto, prima di un funerale.
Il piano inclinato dell’umanità ladra di drappi o fiori dei morti, ha compiuto un altro salto di livello verso il basso. Una volta i “ladri di biciclette” vedi grande classico film neorealista omonimo, avevano una loro dignità, un alibi credibile e pur nell’illegalitá, giustificato (quello del lavori). Qui siamo al di sotto di tutto, al grado infimo. Direttamente sotto terra, senza nemmeno essere morti.





































