Prima la distruzione dell’altalena, il primo atto dell’intervento vandalico, poi, nella più totale indifferenza e mancanza di controlli, addirittura un pezzo che finisce con un volo dal parapetto fino al sottostante tratto di spiaggia, col pericolo che potesse trovarsi qualche persona in quel momento.

Dopo che il sindaco aveva garantito in passato la permanenza di personale di vigilanza, dopo l’avvento delle camere, riecco il rito vandalico, anzi, primitivo e “neandertaliano”, forse anche accompagnato da suoni gutturali non riproducibili da voci umane, del lancio della struttura “a mare”. E non è una novità, ci sono dei precedenti con altre altalene o pezzi di giostrine “smontabili” dai primati di turno. È la vita tranese. Quella della città turistica, smart, sicura, sorvegliata. Quella descritta nelle campagne elettorali degli zombie, futuri consiglieri comunali e loro capi annessi. La decadenza di una città che continua a pagare spazi pubblicitari per mostrare ciò che non è. La cruda realtà é in questa foto qui sopra…