La Giornata Internazionale della Donna comunemente chiamata «Festa della Donna» ricorre l’8 Marzo di ogni anno per ricordare non solo le conquiste sociali e politiche delle donne, ma soprattutto le violenze e discriminazioni cui sono ancora oggi sottoposte.
Ebbene si, la festa della donna non è una ricorrenza tutta parties e spogliarelli ma al contrario una festa pregna di morale e storia, di sacrifici e dolori, di sorrisi e speranze.
Si narra che la Festa della Donna sia stata istituita nel 1908 in memoria delle operaie morte nel rogo di una fabbrica di New York, la Cotton. In realtà pare si tratti solo di una leggenda nata negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale.
L’8 marzo dl 1972 una imponente manifestazione della giornata della donna si tenne a Roma in piazza Campo de’ Fiori e qui vi prese parte anche Jane Fonda, mentre un compatto reparto di polizia era schierato intorno alla piazza nella quale poche decine di donne manifestanti innalzavano cartelli con scritte insolite e definite allora scandalose: «Legalizzazione dell’aborto», «Liberazione omosessuale», «Matrimonio = prostituzione legalizzata» e veniva fatto circolare un volantino che chiedeva che non fosse più lo Stato e la Chiesa ma la donna esclusivamente a decidere il processo della maternità. Quelle scritte sembrarono insopportabili e inammissibili tanto che la polizia caricò, manganellò e disperse le manifestanti.
E dunque, mentre la maggior parte delle donne pensa che l’8 Marzo sia un giorno di libertà spensierata da trascorrere così nella più assoluta e totale leggerezza, ci sono donne che si sono battute per questa libertà.
Ormai, l’8 marzo pare è diventato il giorno dei gesti e de luoghi comuni. É il giorno delle mimose e dei fiori, dei cioccolatini e dei regali, di mariti che inaspettatamente decidono di riordinare casa liberando mogli sfiancate dalle mansioni quotidiane.
Ma anche quella mimosa che spesso cresce così per caso, nasconde un significato: la partigiana Teresa Mattei racconta come la mimosa sia diventata il simbolo dell’8 marzo quando urgeva un segno, un segno di libertà ed emancipazione, un simbolo di indipendenza e autonomia. L’8 Marzo deve essere una giornata in cui ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne, un’occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze, un momento per riflettere sui passi ancora da compiere e su tutte le disparità ancora da superare.
La Giornata Internazionale della Donna dovrebbe divenire un modo per ricordare da dove vengono le donne e soprattutto dove stanno andando.
Un giorno per ricordare le donne, tutte le donne, le mogli attente, le amiche fidate e le amanti passionali ma anche e soprattutto le donne vittime di violenza, vittime di abusi, le donne costrette a prostituirsi e vivere di vergogna, di bugie, le donne vittime del ricatto occupazionale, le donne vittime del pregiudizio sociale, le donne che muoiono ogni giorno, le donne illustri, le scienziate. Le donne, tutte.





































