Il consiglio comunale convocato ieri, venerdì 16 Settembre, è partito solo in seconda convocazione alle ore 17 con 27 presenti, in prima convocazione, infatti, alle ore 16.05 hanno risposto all’appello soltanto 9 consiglieri.
Al primo punto all’ordine del giorno, la proposta di Deliberazione per il riconoscimento del debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 194 T.U. sull’ordinamento degli Enti Locali, approvato con D. Lgs 18 Agosto 2000, n. 267, derivante da sentenza n.935/2016 emessa dal Tribunale di Trani – Sezione Civile in favore del sig. A.R. e del Consorzio C.M. e solidarietà ai Comuni terremotati del centro Italia ed è stato aggiunto anche il punto relativo al Convenzionamento per la gestione associata del servizio finanziario tra il Comune di Trani e il Comune di Bisceglie.
La votazione si chiude, dopo una serie di interventi contrari e incentrati sulla lentezza dell’elaborazione e gestione delle pratiche, con 16 voti favorevoli, 2 contrari ed un astenuto. La votazione sull’immediata eseguibilità non va a buon fine.
L’assessore Lignola ha successivamente presentato la proposta di delibera di sostegno per le popolazioni del Centro Italia terremotate, secondo punto all’ordine del giorno. L’impegno dei consiglieri consiste nel devolvere i gettoni di presenza del Consiglio comunale in favore delle popolazioni colpite. Chiaramente, come sottolineato dal Presidente di Consiglio, alla base della proposta c’è la libertà personale.
L’intero provvedimento è stato così votato: 22 favorevoli, 1 contrario ed immediata esecutività con la stessa votazione.
Al terzo punto all’ordine del giorno il convenzionamento per la gestione associata del servizio finanziario tra il Comune di Trani e il Comune di Bisceglie: approvato con 20 voti favorevoli e 7 contrari.
Tra i voti contrari quello del consigliere Raimondo Lima che ha sostenuto: «Il fatto che si stia ormai delegando tutto fuori Trani e che, con riferimento a quest’ultima scelta politica, il vero sindaco di Trani sembri proprio Francesco Spina» e di Emanuele Tommasicchio: «Al di là dell’assoluta professionalità delle persone di cui parliamo, che conosco e stimo, è un’ennesima cessione di sovranità da parte del Comune, che segue quelle che riguardano altri aziende in cui da fuori sono venuti a comandare e demolire, e parlo di Amet e Amiu. Francamente, l’amministrazione se la poteva risparmiare».




































