Allora alla fine della fiera e dopo essere passati dalla depressione all’esaltazione, dalla calma piatta alla tempesta, vorrei vestire (gratis) i panni del consigliere politico di Marco Galiano e chiedergli e consigliargli (clamorosamente ed in linea col periodo) di ritirare le dimissioni.
Prima che gli sottopongano ricette maleodoranti a metà tra inciucio e truffa per gli elettori, prima che Trani affoghi definitivamente nel malaffare politico che lui stesso ha dimostrato di voler combattere. Prima che la minestra diventi acida più di quanto non sia stata, dia lui stesso un ulteriore colpo di reni, funzionale a “terminare il lavoro”, in stile Pulp Fiction.
Ora il risultato di “stangare” sulla pubblica piazza i maneggioni e parassiti è stato ottenuto. Chi doveva incassare il colpo lo ha subíto in pieno, lo garantisco a Marco (negli ambienti politici si sussurra di crollo delle quotazioni per chi ha pressato Galiano – anche se viene detto sotto voce ed in separata sede rispetto agli interessati- l’ipocrisia resta un marchio di fabbrica-).
Chi doveva essere fatto consapevole della natura “rivoluzionaria” di Galiano, autore di un colpo di teatro che nessuno si aspettava, ha ricevuto il messaggio forte e chiaro, che varrà per le prossime manovre (nomine delle municipalizzate in primis).
Ora, magari scegliendo qualche assessore d’area competente rispetto al ramo, di suo pugno, senza farselo imporre dai partiti, può ripartire. Glielo consiglio. Pure Bottaro ebbe una falsa partenza. Poi andò avanti (fregandosene delle scadenti rose di partito).
Ora se Bottaro è andato avanti senza denunciare parassiti e maneggioni, perché non dovrebbe farlo Galiano che ha avuto il coraggio di compiere un passo tanto audace contro la partitocrazia più deleteria?
Inutile farsi un Commissariamento e aspettare una Destra che non è ancora pronta, non ha una missione vigorosa da proporre, ha paura dell’ombra sua stessa e sarebbe pure pronta a fare inciuci, da parte di qualche voltagabbana cronico o ragazzo di parrocchia. Meglio che stiano ancora in panchina e non rechi danno ulteriore alla Città.
Io dico che giunti a questo punto, pur di non paralizzare la Città, perché col colpo di teatro i provvedimenti sono passati senza colpo ferire e così dovranno e potranno passare gli altri, Galiano abbia ottenuto il suo primo obiettivo: stanare le losche talpe che volevano condurre il gioco al posto suo e che credevano di voltarlo e girarlo come volevano.
È vero che come ho scritto gli squali torneranno ma, col senno di poi, se Galiano ha deciso d’immolarsi e gettarsi nella ridda d’insulti e voci (mai visto un uomo tanto insultato in quattro mesi di vita rispetto ai 54 anni di vita precedenti) ora deve rimanere per mettere e tenere definitivamente fuori gioco parassiti e gentaglia con un’idea distorta di potere (che parte dal quartierino d’appartenenza per poi allargarsi e opprimere anche il campo che non gli compete).
Galiano, torni a bordo, ca.. e ci faccia “sognare”.
Non passi alla storia come uno Schettino qualsiasi ma come un Sir Francis Drake di ritorno.


































