Il problema non è Puglia Popolare che esce dalla maggioranza. Magari fosse solo quello. A parte che il loro assessore Di Meo manco s’era presentata in consiglio comunale pur trattandosi la discussione sul dimensionamento scolastico e lei era, guarda caso, assessore alla pubblica istruzione. A parte questo. Quindi già stavamo facendo a meno di questi popolari, insomma già ce n’eravamo fatti una ragione. Manco il tempo di scostarli dai nostri pensieri politici che arriva la candidatura a sindaco di Donata Di Meo (con molto anticipo- ci sono precedenti non di buon auspicio in materia di candidatura femminile anticipata) in una delle città politicamente più misogine d’Italia (visti sempre i molti precedenti- auguri-).
Ma cosa è più pesante? La dichiarazione data in esclusiva a Trani News 24 da parte di Galiano che ancora al 9 ottobre, dopo tentativi e sotterfugi per farlo tornare dice che “nulla è cambiato rispetto ai giorni scorsi delle dimissioni” in contrasto con Boccia che parla di “tagliando anticipato e sindaco che domani torna al lavoro”, o la fuoriuscita dalla maggioranza di un partito che era già stato in alleanza con la Lega l’anno scorso e che, come ci ha insegnato Mastro Bottaro, si può sempre sostituire, volendo, con l’ingresso in maggioranza di gente proveniente dall’opposizione?
Che ci vuole a sostituire di questi tempi? Che nostalgia, paradossalmente, dei tempi di Bottaro quando quasi con uno schiocco di dita, passavano con lui consiglieri dall’opposizione a quattro alla volta? E si continuava tranquillamente a tenere botta. Ora Galiano ha fatto lampeggiare il “game over” ed a maggior ragione dovrebbe farlo lampeggiare dopo che possiamo tranquillamente dire che erano stati consiglieri della sua stessa maggioranza e tesserati di partito della sua coalizione a costituire le fonti che avevano fatto trapelare la certezza del ritiro delle sue dimissioni più altre osservazioni (notizia poi pubblicata dopo Trani News 24 City anche dalle altre testate, a distanza di svariate ore – se non ci avessimo azzeccato, come dice Galiano, perché pure gli altri pubblicavano notizie circa il rientro delle dimissioni?-).
La realtà nuda e cruda è che questa maggioranza non è mai stata in piedi con decoro e postura istituzionale corretta. Ha vissuto e paga fino alla fine la pochezza d’idee, l’impreparazione a gestire il superamento degli ostacoli ed i rapporti con la stampa critica (troppo facile andare d’accordo con gli scendi letto umani), l’inesperienza del sindaco e di molti suoi consiglieri direttamente proporzionale alla fame di alcuni squali che non avevano alcuna intenzione di smettere la caccia alle nomine con l’arrivo di Galiano. Tanto da avergli pure fatto una proposta indecente sul nome del nuovo Capo di Gabinetto, ennesima “mossa” che aveva fatto “scabinare” il sindaco, salvo poi scusarsi, gli squali, e fare marcia indietro negli scorsi giorni.
Ma gli squali sentono l’odore del sangue anche dopo poco che si sono allontanati. Sarebbero tornati all’attacco per altre “prede”. Ed il guardiano del faro Galiano sarebbe stato sempre col cuore in gola.
Il vero problema sta qui, altro che popolari o impopolari… il problema sono le parole che ti risuonano in testa la notte: “Questo provvedimento non può passare se no ci giochiamo l’elettorato”. Ma dove si può andare con queste premesse? A casa.




































