A chi troppo ed a chi nulla. Se in alcune vie tranesi negli ultimi mesi ed anni abbiamo notato una proliferazione di stalli per disabili, con due, tre, quattro, sei, sette (anche otto, maestro – cit Checco Zalone) in un’unica via, c’è chi, in grave situazione di disabilità, pur avendo fatto domanda da oltre un anno, è ancora in attesa.

Oggi vi porto in Largo Turchia 5, periferia nord di Trani. Se in centro, come dicevo sopra, si arriva ad occupare una via con una serie di stalli a go go (via Giotto o la strada adiacente la scuola Baldassarre), qui, in periferia (zona di serie B, alla faccia dei proclami elettorali: tutti uguali, non si guarda in faccia a nessuno, niente favori), il povero disabile, segnalato dall’ex consigliere comunale Giuseppe Tortosa, non riesce in alcun modo ad ottenere il sospirato e dovuto stallo.

Il concetto di parcheggio ormai a Trani è un’astrazione, un ologramma. Ci mancavano solo le nuove enigmatiche campane per la raccolta del vetro (torno a chiedere: chi le ha richieste? Qual è la reale utilità, al di là del finanziamento colto da cui provengono in realtà?- E che cacchio, abbiamo perso fior di finanziamenti PNRR per utilità e servizi di gran lunga maggiori, ma quello per le “fondamentali” campane, che sottraggono ulteriori posti macchina, laddove può esserci uno straccio di parcheggio gratuito- visto che c’è stata l’invasione della striscia blu- quello delle campane, dicevo, lo abbiamo beccato).
Che fortuna! Che c…!

Poi hanno aperto il parcheggio sotterraneo “in umido” della stazione con tanto di cartello “gratis”, salvo chiuderlo alle 21, quando molta gente d’estate arrivava a Trani, aspettando un po’ di refrigerio (ma manco quello). Le contraddizioni dei parcheggi raggiungono poi un altro apice da paradosso nella mancata adesione del Comune di Trani, alla concessione gratuita di parcheggi per donne in dolce attesa, come ci segnala lo stesso Tortosa. Che si aspetta?

Intanto, finita l’estate, continuerà l’emergenza parcheggi nei fine settimana?
I forestieri raccontano di giri infiniti per tutta la città fino, addirittura, a rassegnarsi a lasciare Trani, per ripegare su Barletta o Bisceglie. È successo davvero e ci è stato raccontato da testimoni dal vivo:”Arriviamo a Trani alle 21 (occhio che è l’orario da “convento delle suore” in cui chiude il parcheggio gratuito della stazione- tranne a San Nicola-) ed alle 22 e 30 stavamo ancora girando per trovare un parcheggio. Dopo di che, ce ne siamo andati a Barletta”.

Se non si è capaci di affrontare una strategia, una politica per razionalizzare i parcheggi (un po’ di lezioni private i nostri sciagurati amministratori potrebbero prenderle da Polignano e Otranto), con altri sotterranei o autosilo, almeno concedete in tempi brevi gli stalli ai disabili richiedenti, come il nostro concittadino di Largo Turchia.