Telefonino, microfono in pugno, eloquio affabile, convincenti, in una parola. È sempre la stessa storia: in quel momento gli abitanti del Quartiere Stadio ci credono. Si sono visti considerati, coccolati, gli davano perfino ragione, i nuovi politici, sul fatto che quelli che avevano governato prima li avessero dimenticati e snobbati. Pare che ora vogliano cambiare il proverbio: la ragione si dà agli abitanti del Quartiere Stadio. Precedentemente si diceva : si dà ai fessi.

Il bello è che gli davano ragione i candidati di quelli che avevano governato fino al mese prima. Mah…
Quando guardavano i tramonti, col sole che spariva dietro lo stadio, mormoravano fuori ai balconi e vicendevolmente quando s’incontravano per le strade:”Domani saremo un Quartiere ricco di servizi, non isolato, ben ricollegato, ci crediamo, ce lo hanno garantito, ci hanno dato ragione”.

Ci hanno creduto.
Oggi già abbiamo “la lista dello scontento” piena.
Il cronista viene dopo il politico per riportare il realismo ed un minimo di riconsiderazione, perché, come sempre, dopo la campagna elettorale, non si è rivisto più nessuno.

Il cronista ha la lista dell’amarezza completa. Ad esempio:
mesi e mesi per attuare un’iniziativa concreta per venire incontro ai cittadini in vista della chiusura totale del passaggio dell’ex passaggio a livello. Per la rabbia viene fuori pure una brutta forma linguistica. Chiedo scusa.

Tempo che si è perso, intanto si va verso (qui mi rifaccio con la rima) il drammatico “tappo” in vista della ripresa delle scuole. Eppure vi Avevano dato ragione…

Il caos all’orizzonte. Ora avete torto ad averci creduto: il realismo del cronista fa male, ma è necessario: scortica e svergogna l’incapacità di chi c’e stato prima e di chi c’è adesso. Era cambiato solo il fatto di dargli ragione in campagna elettorale, evidentemente.

La realtà cruda è che nel Quartiere Stadio manca quasi tutto. È un quartiere dormitorio e spero che i cittadini diffidino di tutte le future vuote promesse, sia dei vecchi volponi, paraculi con sobrietà, sia dei neofiti, paraculi senza mezzi termini, in modo ancor più altisonante (manca loro il filtro dell’esperienza).

Nel quartiere ghetto, dopo le chiacchiere e palloni della campagna elettorale, manca tutto: il sottopasso tra la Stazione e via Togliatti è stato programmato dai vecchi ed i nuovi non lo hanno manco abbozzato, cominciato.

Di cronoprogramma circa i lavori del sottopasso ferroviario manco l’ombra. E questo mette inquietudine addosso dopo gli anni già persi. Partono il 1 settembre e poi?

Non si è parlato di uno scuola bus ad hoc per gli studenti del ghetto. Non voglio immaginare l’odissea di chi abbia due figli : uno alla Baldassarre, uno al Liceo in via Andria.
Tra le varie balle riguardanti il commercio, si sta provvedendo a riservare finanziamenti per eventuali ristori in favore dei penalizzati commercianti del quartiere ghetto? Un po’ di fatti dopo le chiacchiere non guasterebbero.

Si sta programmando l’istituzione di un bancomat o ufficio postale, anche provvisori per la popolazione anziana, specie per il pagamento delle bollette? (questa è per la super celebrata assessore Tota).
Si prevede la presenza fissa di vigili urbani? I cittadini del ghetto ci dicono che di polizia urbana non si vede manco l’ombra (l’assessore Di Lernia invece di scrivere post ai limiti del “sentimentale” dovrebbe operare in tal senso, ossia darsi da fare).
Dal ghetto di “Quelli che aveano ragione” è tutto, a voi la linea per eventuali altri consigli / commenti.

Ps: ma questi politici che chiedono consigli ai cittadini e sono pronti all’ascolto non vi fanno innervosire? Non sono stati eletti ed ora pagati per pensare e trovare loro stessi soluzioni? Mah…