Chi dice di fare silenzio è perché non ha nulla da dire, ancora una volta. Ed invece credo che proprio il silenzio sia l’ingrediente peggiore di questa Trani indolente ed incapace di far rispettare le regole o, in modo più ampio, di farsi rispettare nelle sedi istituzionali, vedi ambito sanitario e Regione. Il nulla aggiunto, lì sì, al silenzio snervante, figlio del servilismo verso i vertici di partito.
Se non sei capace di far rispettare una regola minima: in una piazza non puoi permettere di fare grigliate, è giusto che non si faccia silenzio.
Se non sei capace di far rimanere un vero Pronto Soccorso a Trani non puoi fare silenzio. Chi chiede il silenzio è perché non ha nulla da fare o da dire.
Pure dopo l’omicidio Zanni al Porto si chiese il silenzio e lo rispettammo. Di silenzio in silenzio siamo arrivati ad un altro omicidio.
Quando un quartiere è letteralmente abbandonato e “non si vede un agente da anni” non è giusto fare silenzio, ma bisogna parlare perché non succeda di nuovo, non perché si voglia mancare di rispetto alla vittima.
Non si può inaugurare luoghi nuovi e poi abbandonarli a sé stessi. È ciò che è successo a Trani, salvo restyling pre elettorale.
È come se comprassi un’auto nuova e poi la lasciassi senza benzina, senza bollo, senza manutenzione.
Le istituzioni devono occupare ed occuparsi dei luoghi pubblici. Non “dare una mano” ad un privato per aprire un’attività, non come input al commercio ma come privilegio per l’amico e poi limitarsi a passare all’incasso in sede elettorale. E poi abbandonando il luogo circostante, il quartiere. In via Andria è il solito dormitorio con regole calpestate. Altro che gag elettorali con video e ammiccamenti vari.
O, laddove non ci sono attività, vedi largo Berlinguer, non puoi inaugurare e poi sentire ragazzi che ci dicono “dopo un certo orario quel luogo diventa pericoloso: tra gli scogli si trova di tutto, il sito è in mano a ‘ragazzacci’ “. Anche qui le istituzioni hanno inaugurato, hanno menato il vanto, ma poi hanno lasciato, come ci dice il nostro giovane lettore, il luogo incustodito, specie di sera.
È chiaro che non si può pattugliare la città palmo a palmo, è vero che non la si può buttare in politica, addirittura chiamando in causa i Decreti del governo nazionale, ma se le istituzioni locali, rappresentate da gente votata, legittimata e ben retribuita non riescono a garantire sicurezza e “contenuti” alla città, ai quartieri, che non siano solo mangiatoie a cielo aperto, panini, pizze e salsicce, chi deve riempire quel “vuoto” che porta risse, intossicazione da social, noia, attaccamento a futilità?
E se ci fosse stato un Pronto soccorso con reparti vitali, cosa che tutte le città viciniori hanno, il ragazzo si sarebbe salvato? È chiaro che si chieda il silenzio. Cosa devono dire? Che il diritto alla Salute è stato snobbato e calpestato a Trani? O ci verranno a dire la solita stronzata: “Quando l’ospedale c’era i tranesi andavano a San Giovanni Rotondo”. Una cosa è certa:il ragazzo avrebbe voluto salvarsi a Trani, se ci fosse stata una possibilità. Così come i suoi genitori. Altro che silenzio.





































