Varcando la soglia del centro Jobel di Trani si ha subito una sensazione chiara: la disabilità, spesso, è solo nello sguardo di chi osserva. Si può raccontare la disabilità senza trascendere nel pietismo o, all’opposto, nell’eroismo? Non è semplice ma “Il Giullare, Festival nazionale del teatro contro ogni barriera” ci riesce molto bene e, quest’anno, dal 12 al 18 luglio presso il Centro Jobel, festeggia la maggior età.

A Trani il cuore della manifestazione, ossia il contest teatrale dove, ogni sera, diverse compagnie nazionali vanno in scena. Ma non solo: da quest’anno anche un secondo palco, “Il salotto del giullare”, dove, prima degli spettacoli, delle realtà sociali si raccontano, grazie al coordinamento del Centro Servizi San Nicola di Bari.
Luminarie, mercatini di oggetti fatti a mano, street food, talk, spettacoli e cappellini tipici del giullare disseminati un po’ ovunque: l’aria che si respira al Festival del Giullare è di festa e casa. Ma questo non sarebbe possibile senza un lavoro che, come spiegato dal fondatore Marco Pentassuglia dura tutto l’anno, di cui il festival è solo il risultato più visibile.

Una macchina dietro cui ci sono tantissime persone che, quotidianamente lavorano per rendere questa festa possibile. Un invito a essere come giullari, sinceri e dirompenti e amanti del gusto per l’imperfezione, come recita la scritta sul track food all’interno del centro Jobel. Ma anche l’augurio che le barriere, soprattutto amministrative e burocratiche, siano sempre meno.

Il servizio a cura di Damiana Civita.