Dopo il racconto del nostro retroscena ricavato da una delle ultime riunioni del PD con la proposta fatta da Debora Ciliento d’inserire l’ex dirigente scolastica Pina Tota, posso dire di aver ricevuto reazioni positive da parte dell’opinione pubblica.

Lettori e lettrici mi hanno scritto di essere favorevoli a questa opzione.

Pure il sottoscritto vedrebbe “la Pina” in un assessorato chiave come quello della Pubblica Istruzione particolarmente bisognoso di profili capaci di agire subito e bene per la disastrata edilizia scolastica locale di cui non si è parlato abbastanza in campagna elettorale. Ebbene sì, signore e signori, i politici della nostra landa non vi hanno ricordato abbastanza che i vostri pargoli vivono gran parte delle loro mattinate in luoghi insalubri come gran parte delle nostre scuole (umidità, macchie, perdite, bagni che si rompono, sistemi di riscaldamento che riservano sempre sorprese brutte, intonaci scrostati).

Per non parlare dell’altro necessario, vitale, prioritario tema del dimensionamento scolastico (un piano di raziocinio diffuso, lo chiamerei) che la scorsa amministrazione ha sempre rinviato e gettato sotto il tappeto, decidendo di non decidere. Galiano, abbiamo un po’ di discontinuità nel forno da portare in tavola. Che facciamo?

Certo, prendere un profilo dalla fortissima personalità come Pina Tota, sicuramente carismatica e pronta a proporre le sue idee, non certo limitandosi a tagliare nastri o presenziare alle conferenze in biblioteca per i saluti di rito, significherebbe “prendere tutto il pacchetto”, andando incontro ad uno “squilibrio” tra eventuali assessori “impiegatizi” o peggio “nulla facenti” come vari profili che il governo Bottaro ci ha propinato in nome delle spartizioni (a volte le larve ritornano) ed una donna forte che con gli “impiegati” potrebbe pure entrare in rotta di collisione. È una proposta che il Galiano deve vagliare e soppesare bene.

Gli incartamenti di questi giorni stanno portando incroci poco piacevoli: c’è chi in coalizione già arriccia il naso per il troppo spazio che sta prendendo il Pd, sia sul piano mediatico (e vabbé quella è colpa nostra…) sia sul piano del peso specifico che starebbe assumendo per via delle proposte audaci (ho già detto di Federica Cuna e Nico Di Pinto) e soprattutto delle “controproposte”, vedi Ferrante alla Presidenza del Consiglio rispetto alla posizione tradizionale (consigliere più suffragato). Da quella parte si vuole invece il consigliere più suffragato del partito più suffragato.

Ma io per blindare Ferrante dall’inizio avrei inserito nell’accordo un criterio molto più semplice: deve diventare Presidente il più suffragato che abbia la moglie di nome Angela.