Nello squallido mondo della politica tranese c’è anche un partito che cerca di convincere un consigliere ad accettare l’incarico di assessore per toglierselo dai piedi in consiglio, appunto, e poi farlo trombare al primo azzeramento di giunta che potrebbe poi arrivare (in perfetto stile bottariano) nel giro di un annetto, come sussurrano le solite viperette di Palazzo.

Mentre nel Centro destra continua la caccia a chi ha remato contro, pensando ormai di aver individuato i “piccioni” da abbattere (o se non ci riescono per lo meno da isolare), nel centro sinistra cresce l’esigenza (è la tesi che gira da parte di più d’un componente) che Galiano dovrebbe recidere definitivamente il cordone ombelicale che lo lega a Bottaro.

Ecco perché, tanto per cominciare, una volta spartite le poltrone di Presidente del Consiglio e Vice sindaco tra Tommaso Laurora e Fabrizio Ferrante (che già avrebbero il marchio bottariano per aver lavorato a lungo con l’ex sindaco), una volta restituito un assessorato ai fidati Luca Lignola e Mino Di Lernia (pure questi col tatuaggio di Bottaro sul braccio), lo stesso Galiano dovrebbe e vorrebbe evitare (lo avrebbe già fatto capire) di voler evitare di aprire la bustina Panini e ritrovarci i doppioni con le facce di altri ex assessori bottariani.

Tutti ci ricordiamo le nostre reazioni quando trovavamo i doppioni: scorno, rabbia, frustrazione; mi ricordo che di Astutillo Malgioglio, secondo portiere dell’Inter o Corradini del Torino ne trovavo in quantità industriale. Ecco, vorrei evitare altri Malgiolio o Corradini nella bustina di Galiano.