Ad un certo punto si è sparsa la voce che tra quelli del centro sinistra, in preda al panico per la rimonta guarrelliana (davvero un’inezia lo scarto, a dispetto del + 10 del primo turno) si stessero passando pannoloni assorbenti pronti all’uso. Se una telecamera coi sensori o il drone dell’amico Petio avessero potuto inquadrare pantaloni e mutande degli stessi, si sarebbero notate chiazze bagnate peggio di quelle del parcheggio della stazione. Nei video caserecci ho visto gente pallida e che se n’era andati ai sudori…

Ma vabbé, ormai è andata così ed i rimpianti del centro destra per la sconfitta di corto muso da una parte rinvigoriscono le speranze future,
(non è più un corpo estraneo, ha di nuovo un gioco, un’identitá), dall’altra fanno sentire i guarrelliani come quelle squadre che ad inizio campionato hanno gettato punti con le squadrette e poi hanno mancato nel finale il colpo grossi.

Certo un centro destra più inclusivo e meno esclusivo, meno superbo, meno invaso dalla ybris (sarebbe bastato tenersi buono Gianni Di Leo dal “peso” di oltre 500 voti, in quota Lega e sarebbe stata vittoria assicurata), avrebbe mandato a casa Bottaro e co. Altro che discorsi alati e cambiamento.

Una risatina se la sarà fatta sicuramente Gigi Riserbato che alla vigilia delle elezioni aveva mostrato tutte le sue buone intenzioni per una candidatura che poi è “seccata” col passare delle settimane per poi dare spazio a Guarriello.

Tutti a dire “Guarriello bravissimo, Guarriello correttssimo, Guarriello santo subito” però ragazzi, in politica un po’ di “cattiveria” ci vuole. Non dico che Angelo avrebbe dovuto prendere a sganassoni “Narcos” Galiano (con la sua dialettica ha “narcotizzato” la folla tranese che in gran parte manco lo conosceva), non dico che Angioletto avrebbe dovuto piantare uno stuzzicadente nel citofono del competitor, ma in politica quella “cattiveria” cui facevo riferimento fa rima con “mordente”, fame, voglia di mangiarsi l’erba del competitor (che a causa di chi lo aveva preceduto, era pure un’erba mezza secca).

Insomma andare in TV è vero che non era obbligatorio ma vuoi mettere la “soddisfazione” di dare a “Narcos” Galiano del Bottaro 3 in diretta…? Un po’ di comunicazione mirata ed un po’ di allenamento in tal senso ad Angelo Von Trier non avrebbero guastato… (cit “Me ne voglio andare a fare il guru- Riccardo Pazzaglia docet).

Ed infine, vista l’esiguità dello svantaggio, io, a parte il gap di Di Leo (i pugni chiusi che devono ringraziare uno che stava nella Lega fino a tre mesi fa sono puro spettacolo) tutti questi aghi della bilancia non li ho mica visti. Piuttosto supposte della bilancia, quelle sì…

Dare del grande stratega politico o regista o fuoriclasse a chi zompa da uno schieramento all’altro (o fa zompare altri tramite “pesca a strascico”) mi sembra nel migliore dei casi una sopravvalutazione, nel peggiore, una super cazzola. Una volta si davano queste “medagliette” e titoli di politici fuoriclasse a gente che garantiva i diritti di base (Pastore e la Sanità, ad esempio) o portava lavoro e vivacità commerciale, input, occasioni, non giochetti da politica di serie C, buoni al pugnetto di voti…

Super cazzole in perfetto stile Renzi, degno cerimoniere finale di una campagna elettorale all’insegna delle chiacchiere, del vuoto pneumatico ed appunto, della super cazzola, regina dei politici di oggi. Ed Amedeus Aeternus, rex mediocritatis, benedice sorridente.