Durante una delle presentazioni in un comitato di una lista civica, una candidata al Consiglio comunale per le prossime elezioni ha detto che è a conoscenza di altri candidati che, per convincere determinate persone a votarli, stanno pagando bollette, regalando buoni pasto “riservati alle famiglie povere” (chi li riceve povero non è), ed “hanno promesso, in cambio di almeno voti 35, di mettere tre persone della stessa famiglia, ovviamente del portatore di voti 35, a fare gli scrutatori alle prossime elezioni”.
Credo che, mentre la candidata in questione dovrebbe, (o avrà già fatto da persona integra quale è) riportare queste informazioni ad un magistrato, credo che lo slogan migliore per questa campagna elettorale sia: l’occasione fa il voto losco.
Tra gli aneddoti raccontati da chi, tra social e retroscena, dovrebbe poi comunque riferire a chi di dovere, spicca la cena per pensionati alla fine della quale si dice espressamente di votare uno dei candidati sindaco, in una scena surreale sospesa tra la fiction Villa Serena, Fantozzi va in pensione e 7 chili in sette giorni con Pozzetto e Verdone. Già me li vedo i vecchietti felici perché pensavano di aver ottenuto un invito frutto di uno slancio di generosità nei loro confronti ed alla fine la doccia gelata: “Nonno, ada vute’ a cus’ “…
Non manca l’aneddoto di chi ha visto un altro dei candidati uscire da un tabacchino stracarico di “gratta e vinci”. A meno che il candidato non sia un ludopatico (il che costituirebbe una notizia) a chi sarebbero riservati tutti i “gratta e vinci”?
Questa è la politica signori, altro che i Racconti di Bottaro, una versione romanzata dei suoi anni di governo, ascoltati l’altro ieri e riversati sul pubblico non pagante e/ adorante,come trama di serie sentimentale e romantica, purtroppo priva di lieto fine, visto come è ridotta la città.
Questa è la politica signori: un brutto faccia a faccia continuo h24 non tanto tra i candidati stessi, quanto tra i loro spadaccini (fa rima con lecchini? E mi fermo qui): specie sui social assistiamo ogni giorno a duelli verbali rusticani tra lacchè, portaborse, miracolati vari, speranzosi di grazie dei e dai vari candidati, ultrà dell’ultim’ora o leccapiedi voltagabbana di lungo corso che corrono in difesa dei loro beniamini, spesso trascendendo nel pecoreccio, nell’infantilismo, nel “tu lo hai detto e tu lo sei”, qualora vedano i loro candidati attaccati da questo o da quello.
Guerre tra poveri illusi che pensano davvero di spostare voti con le loro tirate, le loro leccate, i loro slanci.
Di qui paradossalmente notiamo la debolezza di alcuni candidati sindaco: se fossero stati forti non avrebbero avuto bisogno di spadaccini in servizio h24 (ma passano la loro vitaccia a vedere Facebook?). Non ricordo di un Tarantini o di un Avantario bisognosi di difesa sui social di una volta (ricordate i forum dei siti online locali?).
Una volta per accusare gli ignoranti di non passare mai del tempo a leggere o fare qualcosa di più edificante, si diceva: stanno sempre davanti alla televisione. Oggi la frase può essere tranquillamente mutuata in : stanno sempre “sopra” a Facebook. Il “sopra” è forma errata volontaria per rendere meglio la tragica condizione.





































