Pubblichiamo la nota stampa di Maria Grazia Cinquepalmi, candidata al consiglio comunale di Trani nella lista “Guarriello Sindaco”:
«Per anni abbiamo sentito parlare di un “buco di 11 milioni” ereditato dal passato. È arrivato il momento di spiegare ai cittadini, in parole semplici, cosa dicono davvero i documenti ufficiali e perché quella cifra non è un debito “trovato nei cassetti”, ma il frutto di una scelta tecnica, per adeguarsi a quanto disposto dal decreto legislativo sulla contabilità degli enti pubblici.
- Il punto di partenza: Trani non era in rosso.
Al 31 dicembre 2014, il Comune di Trani non aveva alcun disavanzo. Anzi, i conti si erano chiusi con un avanzo di circa 5 milioni di euro. Questo dato non è un’opinione, ma è certificato ufficiale con delibera n. 43 del 22 luglio 2015. In sostanza: c’erano più soldi di quelli necessari a coprire le spese.
- Cosa è cambiato nel 2015? (Il “riaccertamento”).
Nel 2015 sono cambiate le leggi sulla contabilità per tutti i Comuni d’Italia. È stato chiesto a ogni amministrazione di fare una “pulizia dei residui”, ovvero una revisione di crediti e debiti accumulati negli anni. In quel momento, il Comune di Trani aveva:
-11 milioni di crediti (soldi che doveva incassare anche da AMIU e da AMET) che venivano conservati da almeno venti anni;
-10 milioni di debiti (soldi che doveva dare anche alle stesse società) che, anche questi, venivano conservati dalle amministrazioni di centro destra, centro sinistra e commissari prefettizi che si erano succedute nei 20 anni precedenti.
Le due cifre quasi si compensavano. Non c’era alcun allarme finanziario.
- La scelta che ha creato il “disavanzo”.
La nuova amministrazione, nell’agosto 2015, ha preso una decisione puramente tecnica:
-Ha cancellato i crediti (rinunciando ai soldi che le società dovevano al Comune);
-Ha mantenuto i debiti (confermando quanto il Comune doveva alle società).
Togliendo i crediti e lasciando i debiti, è “apparso” un segno meno di circa 11 milioni. Questo numero viene definito dalla legge “disavanzo tecnico”, con possibilità di coprirlo in 30 anni, mettendo da parte 330mila euro l’anno in ogni bilancio.
- La prova del nove: Dov’è finito il piano di rientro?
Se quegli 11 milioni fossero stati un vero debito fuori controllo, il Comune avrebbe dovuto mettere da parte ogni anno circa 330 mila euro per trent’anni per coprire il buco. Ebbene, la realtà è sotto gli occhi di tutti: nei bilanci non troviamo più quei 330 mila euro che avrebbero dovuto coprire quella perdita di 11 milioni. Non solo: non risulta se e quando ci sia stato l’azzeramento di quel debito. Se il debito fosse stato reale, oggi ci sarebbe ancora quel sacrificio finanziario annuale. Se non c’è, è perché quel debito esisteva solo sulla carta. Pertanto, dire che nel 2015 sono stati “trovati” 11 milioni di debiti nascosti è falso. Non c’erano spese fuori controllo. Non c’era un disastro ereditato. È stata una scelta di gestione della nuova Giunta che ha trasformato un pareggio in un disavanzo tecnico.
I cittadini meritano chiarezza, la buona amministrazione si fa con la trasparenza, quello che io ho cercato di fare con voi per 11 anni raccontandovi la realtà dei fatti e mettendovi al corrente di situazioni che nessuno di voi avrebbe mai saputo».





































