Leggendo il documento che sarebbe stato sottoscritto a priori dalle forze di centro sinistra e pubblicato sui social dagli uscenti 5 stelle ho ricevuto una delusione. Più da cittadino che da giornalista che si occupa di politica. Il cittadino spera sempre nel cambiamento. Il giornalista è fatalista, rassegnato e privo di speranze.

Ad ogni campagna elettorale, ad ogni inizio di un nuovo ciclo politico, si spera, da cittadini slegati dalle logiche di partito e dalle appartenenze a questi (poiché beneficiati di solito da favori) che le nomine di assessori ed altre figure apicali nella gestione della Città, siano mosse da criteri di meriti, competenze, conoscenze, specializzazioni nei vari settori. Dal documento letto e diffuso dai 5 stelle, vedo che il csx appronta il solito canovaccio delle nomine per spartizione, appartenenza politica, numero di voti presi.

Ancora una volta si bada alla quantità e non alla qualità. Insomma tra il professionista di partito e quello della categoria “comune cittadino”, si continua ad attingere dal primo gruppo. E non solo: con precedenza a chi ha preso più voti. Così se c’è qualcuno bravo ma ha la sfiga di appartenere ad un gruppo meno suffragato, il bravo resterà in panchina e verrà scelto il professionista del gruppo pieno di voti. Quantità, appunto, non qualità. Sto cercando di capire, ed insieme a me molti cittadini, dov’è la discontinuità con le spartizioni, le lottizzazioni, i tavolini delle tre carte diffusi abbondantemente in Città in tutti questi anni..