La Cgil Funzione pubblica denuncia con forza la situazione “ormai insostenibile” dell’Ufficio del Giudice di Pace di Trani, dove da anni si registra “un progressivo e inaccettabile depauperamento del personale amministrativo, a fronte di un aumento esponenziale delle competenze, del carico di lavoro e del bacino territoriale di riferimento”.

“La pianta organica dell’Ufficio, ferma al 1995, – sostiene la segretaria generale Ileana Remini – non è mai stata adeguata all’ampliamento territoriale
derivante dall’accorpamento dei comuni di Molfetta, Ruvo di Puglia, Terlizzi, Minervino Murge e Spinazzola. Oggi il personale in servizio è chiamato a garantire attività per un’utenza enormemente superiore rispetto a quella originaria, senza che sia stato previsto alcun potenziamento strutturale.

A ciò si aggiunge l’ampliamento delle competenze del Giudice di Pace, sia per materia sia per valore: cause risarcitorie fino a 10.000 euro, sinistri stradali fino a 25.000 euro (che dal 30/6/2026 diventeranno 30.000 e 50.000 euro) opposizioni a sanzioni amministrative, estensione della competenza penale, aumento delle controversie civili e impatto della digitalizzazione del processo. Tutto questo mentre l’organico rimane immutato”.

Non solo, nei prossimi mesi l’Ufficio perderà fino al 60% del personale, con la
concreta possibilità di arrivare anche all’80%. “La situazione è precipitata e pensionamenti, trasferimenti e scadenze di assegnazioni temporanee renderanno impossibile assicurare la continuità dei servizi essenziali: iscrizioni a ruolo, gestione delle udienze, attività di cancelleria civile e penale, gratuito patrocinio, recupero crediti, gestione dei magistrati onorari, attività statistiche e amministrative”, aggiunge la segretaria generale della Fp Cgil Bat.

Il sindacato denuncia con fermezza che “il mancato ampliamento della pianta organica, la mancata copertura dei posti vacanti e l’assenza di interventi immediati mettono a rischio la tutela dei diritti dei cittadini e la stessa tenuta del presidio di giustizia sul territorio”.

Per queste ragioni, la CGIL Funzione Pubblica:
* sollecita l’adozione immediata di misure straordinarie e temporanee, tra cui l’applicazione urgente di personale amministrativo e l’utilizzo di piante organiche flessibili distrettuali;
* chiede al Ministero della Giustizia e alla Presidenza della Corte d’Appello di intervenire senza ulteriori ritardi con provvedimenti alla tutela dei lavoratori presenti.

“Continueremo a vigilare e a mobilitarci affinché l’Ufficio del Giudice di Pace di Trani non venga lasciato al collasso e affinché lavoratrici, lavoratori e cittadini possano contare – conclude Remini – su un servizio pubblico dignitoso, efficiente e rispettoso dei diritti di tutti”