Dunque immagine del giorno, tratta dal classico Fantozzi del 1975: si è materializzata dopo aver letto la dichiarazione del Sindaco sul ricavo di Amet in sette anni (175 mila euro) rispetto alla somma (identica) guadagnata dal Comune di Trani in un anno con la nuova gestione della sosta a pagamento. Mi è sembrato dunque di rivedere il sindaco nelle vesti del Cav Diego Conte Cattelani (l’attore Umberto D’Orsi) impegnato in una partita di biliardo contro Amet, personificazione in questo caso di Fantozzi. Ad ogni giocata, ad ogni tiro, il Conte invitava Fantozzi a tirare con l’intercalare: “Tiri, coglionazzo”. E nella “partita” a distanza tra Bottaro e Amet stavolta il primo cittadino, facendo notare la “discrepanza” tra gli introiti del Comune da Amet per la sosta a pagamento in sette anni e quelli in un anno con la nuova gestione mi ha proprio ricordato il Conte, sprezzante, protagonista di quella memorabile scena.
Peccato che negli stessi anni la matrice, il padre politico di quell’ente, sia stato proprio lui stesso, Bottaro Cattelani, che ha ripetutamente nominato Cda in quantità industriale, ed avvallato altri incarichi da questi ultimi erogati e peccato che, come ha sottolineato Maria Grazia Cinquepalmi “con Amet il Comune incassasse il 100% delle entrate, mentre con l’affidamento alla Sis, invece, al Comune arriverà solo una percentuale… con una differenza enorme che inciderà sulle casse pubbliche e sui cittadini”.
Magari finirà come il finale della scena di “Fantozzi”, stanco di subire umiliazioni e rivolto alla moglie (Trani nella metafora) prima le dice:” Tranquilla, dura poco” e poi si scatena in una rivincita- rimonta, alla faccia del Conte. Ecco, mi piacerebbe proprio che, tramite riabilitazione di Amet un domani, finisse proprio così, con Fantozzi che scaraventa la vecchia “Prendo la vecchia!” (l’amministrazione Bottaro ormai decrepita nel proseguir di metafora), giù dalla finestra…





































