Fabio Purino è venuto dalla Francia, suo Paese d’origine , per ammaliarci coi suoi colori vividi, decisi, le sue forme ora marcate, ora sfumate i suoi riflessi inaspettati.
A darci la ghiotta occasione, la seconda in pochi mesi (Niki Battaglia lo aveva già ospitato a palazzo Beltrani) è il sempre preparato e competente Antonio Ladogana, figlio d’arte di Michele, sempre indimenticabile.
Purino si è cimentato con la raffigurazione di spiagge tranesi che però trasfigura in luoghi dell’anima abitati da personaggi femminili surreali ma affascinanti, filiformi ma ammantate da un erotismo raffinato. Purino gioca e osa con i colori, rischia pure l’accenno “sgargiante” ma subito “rientra” nello sfumato che ci regala un’atmosfera unica. Le ombre certificano l’esistenza dell’oscurità in un mondo pur tanto luminoso ma quelle stesse “oscurità”, nel contrasto, finiscono per dare ancora più forza alle luci ed ai colori delle opere di Purino.
È un’umanitá enigmatica e solitaria, quella che popola i quadri di Purino, con soggetti che spingono alla riflessione, alla meditazione. Quell’ombra di malinconia sui loro sguardi è però anche stavolta compensata dalla vitalità dei colori. E la vita “rimonta” e si rifà, ancora una volta, contro quelle minacce di tristezza e grigiore.
Alla Galleria Michelangiolo di Trani, via Bovio fino al 2 dicembre.





































