La margherita dei servizi – disservizi in dissoluzione di Amet è arrivata all’ultimo petalo: il trasporto urbano pubblico, le circolari. Ma sembra che, stando alle segnalazioni dei cittadini e nostri lettori, anche l’ultimo petalo rimasto non sia messo bene.
Si lamenta il cittadino che decide di usufruire delle circolari, da poco “rilanciate” nella versione elettrica, da poco oggetto di vanto da parte dei nostri amministratori ma… c’è un “ma” grande grande grande.
In primis l’utenza si lamenta del fatto che spesso e volentieri le circolari non rispettano gli orari. E fin qui, nulla di eccezionale. Il disservizio si allarga come una macchia d’olio rispetto ad una città che ogni tanto si vanta di offrire servizi, di essere turistica e tendente alla mobilità sostenibile, alternativa. Chiacchiere, dinanzi ai disservizi che scoraggiano i cittadini: ci scrive infatti un lettore: “Stamattina dovevo andare da piazza della Repubblica alla scuola materna Collodi e ci ho messo quasi un’ora in quanto ho aspettato 50 minuti la circolare”. Praticamente avrebbe fatto prima ad arrivare a Bari… o ad andare a piedi ma trattasi di persona anziana, quindi il disservizio è lampante.
Inoltre i cittadini lamentano la mancanza di segnalazioni inerenti gli orari rispetto alle singole fermate. Per non parlare delle fermate stesse. Dove si trovano? A Bari ci sono paletti indicatori in tal senso, con indicazioni per fermate e orari.
La fermata a Trani si riconosce, quando va bene, dalla presenza di altre persone, se ci sono, in attesa della stessa circolare. Roba da anni 50 insomma: “Scusate, è qui la fermata?” domanda il poveraccio di turno. Arretratezza, anonimato, a fronte di tanti altri soldi spesi. Questo fa rabbia.
Sulla circolare, una volta all’interno, i cittadini non trovano nemmeno una macchinetta per timbrare il biglietto e l’autista strappa a mano, con disguidi sui biglietti validi per più corse (ci hanno raccontato contorte storie di biglietti strappati “male”, che vi risparmio per non tediarvi oltre). Ma, lo avete capito, l’organizzazione dei trasporti urbani a Trani è imbarazzante (uso un eufemismo, per carità di patria). E pensare, piccolo “colmo”, che abbiamo Debora assessore proprio ai trasporti (non è che, pur essendo un fatto comunale, se ne può interessare?). Capolinea!
Nella foto sopra un palo al posto della fermata (lo Zambia, con tutto il rispetto, ci supera). Nella foto sotto un biglietto strappato… ” a mano”.





































