«Siamo nuovamente di fronte ad un cantiere fermo? Sospeso? Di fatto non terminato entro l’inizio dell’anno scolastico; quello della scuola dell’infanzia Collodi è un mistero che si infittisce con il passare del tempo», dichiara Ornella Gelso, componente del direttivo provinciale di Fratelli d’Italia.

«La scuola è cominciata il 12 settembre ed è tutto com’era: i bambini sono ancora (temporaneamente!) nelle aule della scuola Cezza, i genitori non auto muniti possono utilizzare un autobus (all’orario stabilito per la stessa e non all’orario in cui terminerebbero le lezioni), le insegnanti ed il personale scolastico continuano a lavorare incessantemente per garantire equilibrio ai piccoli ospiti della scuola Cezza, il cantiere sembra essere “regolarmente” chiuso.

E noi, che ormai conosciamo il modus operandi di questa amministrazione, avevamo preannunciato che all’inizio di questo anno scolastico i lavori non sarebbero terminati – continua Ornella Gelso -. Si assiste da qualche settimana ad un cantiere che sembra fermo (nulla di diverso o strano, per loro evidentemente); ma ai genitori e al personale scolastico è stato comunicato il motivo di questa sospensione? Non avevano assicurato che avrebbero proceduto con velocità? E la scuola con la propria dirigenza riuscirà a presentare la struttura all’open day?

Intanto i genitori hanno visto infranta la promessa di iniziare questo nuovo anno alla Collodi e stanno per vedere infranta la promessa della fine lavori prevista per il 30 settembre, da quel che si diceva “nei corridoi”.

È opportuno che “qualcuno” faccia chiarezza e spieghi qual è lo stato dei lavori alla Collodi; anche se per l’amministrazione non è un problema tenere un cantiere sospeso e non dare ai cittadini un tempo definito entro il quale il disagio-sacrificio finirà.

Noi faremo di tutto per arrivare alla verità dei fatti, auspicando una rapida conclusione dei lavori – conclude Ornella Gelso – perché se fossero terminati i fondi, se ci fossero problemi legati alla progettazione, alla mancata definizione di avanzamento lavori, errori di valutazione, sarebbe giusto che qualcuno dell’amministrazione abbia il coraggio di dirlo e di assumersi la responsabilità».