C’è ancora un confine, una delimitazione, un crinale che a Trani come altrove si può non superare? C’è ancora un rispetto, una decenza, un decoro che osservi, dal lontano passato fino ad oggi, un’istituzione, una struttura, uno spirito, una Tradizione? Se lo chiede un gruppo di cittadini tranesi, devoti del Sacro Cuore, nonché residenti nel quartiere che ne ospita la chiesa, fondata da don Giuseppe Rossi. Questi cittadini hanno preferito contattare noi della redazione di Trani.News24.city per rivolgere un appello ai ladri perché restituissero quanto prima l’effige argentea raffigurante l'”Ultima Cena” e posta, come pannello, sulla parte anteriore dell’altare.

I nostri concittadini e lettori ci spiegano lo spirito di questo appello, “non fine a sé stesso, ma chiedendo quella restituzione come atto di rispetto e ricordo di un’istituzione, quella annessa alla chiesa, voluta sempre da don Rossi e che ha accolto e curato intere generazioni di orfani bisognosi; oggi quello spirito è perpetrato dalla Caritas che assiste i poveri ed il Dormitorio che accoglie i senza fissa dimora”.

Interpretando le loro parole, i cittadini vogliono dire che i ladri hanno “profanato” un luogo due volte sacro, nel primo caso per l’irruzione in sé, nel secondo caso perché è stata “offeso” un punto di riferimento della carità e dello spirito di solidarietà e fratellanza. La richiesta, rivolta ai ladri, alla quale si unisce idealmente tutto il resto della cittadinanza tranese è chiaro: “Restituite l’effige”.