Nelle prossime ore verrà ufficializzata la candidatura del tranese Andrea Ferri alla Regione per Fratelli d’Italia. Credo che questa “opzione” che si prefigura, a metà tra il principio “britannico” dell’Alternanza (dopo anni di occupazione “militare” e “culturale” della Sinistra) e l’occasione del concittadino “piazzato” in un vero luogo di potere e decisioni che contano (specie per l’umiliata Sanità) tranese, rappresenti, al di là del voto, un’occasione per un esame di coscienza per i tranesi.

Troppe volte, data una certa candidatura, subito arrivavano a frotte, tre, quattro, cinque altri profili pronti a spezzettare e disperdere quell’unita’ d’intenti e prefeferenze, che altre città hanno dimostrato, facendo poi i propri interessi.

Chi fra i tranesi è stato poi eletto in questi anni, ha svolto i “compitini” assegnati, sfruttando ognuno i propri ambiti socio culturali di provenienza, senza rischiare, osare, combattere per Trani. Hanno combattuto sì, ma per preservare la propria posizione, non disturbando alcun manovratore in nome del bene di Trani, lottando per il mantenimento dello status quo personale, che si trattasse di strapuntuni nel cdx ( più lontani nel tempo) o nel csx ( più recenti). Ora Ferri ha l’occasione di tentare un percorso affascinante, difficile ma opportuno per una Trani che si pone diversamente e la città di farsi, come detto, un esame di coscienza, rivedendo la propria vita politica e ragionando su quello che vuole provare ad essere. O a ridiventare.

Ps: e se pensiamo che qualche scontento vero di csx è pronto a votarlo, il quadro comincia a definirsi meglio.