Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Mariagrazia Cinquepalmi, ex consigliera comunale tranese:
«Apprendiamo che Legambiente Trani sottoscriverà con il Comune di Trani una convenzione volta alla salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica, attraverso attività di vigilanza, monitoraggio e intervento sul territorio, con particolare attenzione alle aree costiere e all’agro extraurbano (cave, discariche abusive, verde pubblico, ecc.). Il provvedimento sarà pubblicato nella sezione Contributi ed altri benefici economici del Comune. Come mai?
Una convenzione che inevitabilmente porta a una domanda: dove era Legambiente Trani fino ad oggi?
Le attività su cui l’associazione non è intervenuta negli ultimi anni aiuta a comprendere il senso di perplessità che molti cittadini provano oggi:
1)Taglio di numerosi alberi in città? Nessuna presa di posizione pubblica.
2)Nelle rocce cretacee delle Conche sono impresse orme di dinosauro, quel sito conserva testimonianze antichissime che raccontano un’epoca lontana milioni di anni, un patrimonio che rischiamo di perdere sotto il peso del cemento, come l’abbattimento dei muretti storici del sentiero dei Finanzieri e ricostruzione in cemento armato. Nessuna reazione.
3)Fumi sospetti dalla cava di Contrada Monachelle? Silenzio.
4)Roghi notturni in città? Nessuna denuncia o segnalazione.
5)Mega impianto per il percolato? Nessuna opposizione pubblica.
6)Riapertura del terzo lotto della discarica e dispersone continua di percolato? Nessuna iniziativa concreta o dichiarazione.
7)Costa nord invasa dai rifiuti? Nessun piano di bonifica presentato o sostenuto.
Nella convenzione si richiama il progetto europeo “Life Terra”, presentandolo come parte integrante. Ma quel progetto, cofinanziato dall’UE per piantare 500 milioni di alberi in cinque anni, è formalmente scaduto il 5 giugno 2025. Quali frutti ha portato per Trani?
Desta inoltre curiosità la dichiarazione secondo cui negli ultimi tre anni Legambiente Trani avrebbe piantato e curato oltre 300 alberi, coinvolgendo scuole, famiglie e associazioni. Iniziative meritorie, certo, ma che restano difficili da riscontrare in modo visibile nella nostra città.
È legittimo domandarsi se questa nuova convenzione sia realmente un passo concreto verso la tutela ambientale o solo un atto formale privo di reale impatto. Chi oggi firma un impegno così ambizioso dovrebbe rendere conto anche delle omissioni del passato, e chiarire quali strumenti e strategie intende adottare per non restare ancora una volta spettatore passivo di scelte urbanistiche e ambientali che penalizzano la nostra città.





































