A cura di Carlo A. Ronco

La sera del 13 luglio, nella suggestiva Corte Davide Santorsola del Palazzo Beltrani, Marco Armani ha regalato un concerto diverso dal solito. Non un semplice omaggio alla carriera, ma un’esperienza sentita, capace di conquistare cuore e mente.
Con naturalezza, Armani, nome d’arte di Marco Antonio Armenise (classe 1961), ha ripercorso i suoi pezzi più intensi: da “È la vita” a “Solo con l’anima mia”, da “Tu dimmi un cuore ce l’hai” ai brani che lo hanno visto protagonista a Sanremo nei mitici anni ’80 e ’90 (1983‑86, 1994). Brani familiari, ma riscoperti in una nuova veste.

A fare da contrappunto, Fabio Accardi & The Fab5 Acoustic Mood, un quintetto raffinato che ha reinterpretato le canzoni con mix di jazz, bossanova, blues e sfumature sperimentali.

• Fabio Accardi (batteria e arrangiamenti) ha guidato con ritmo e misura,
• Michele Campobasso ha arricchito il pianoforte di tocchi eleganti,
• Vito Ottolino ha dipinto con le sue chitarre,
• Nunzio Laviero ha dato profondità con basso e contrabbasso,
• Francesco Lomangino ha aggiunto colore con sax e flauto.

Non solo brani originali: nel repertorio non sono mancate due cover che portano fascino e nostalgia: “Dio come ti amo” di Modugno e “Estate” di Bruno Martino. Non scelte a caso, ma selezionate per la loro capacità di emozionare e fondersi con lo stile unico della serata.
A impreziosire la serata, un racconto inedito: l’incontro, quasi casuale, con Pino Daniele ad Avellino. Una chiacchierata sincera in cui Pino manifestò l’idea di affidargli “Anna Verrà”.

Ma per vie misteriose, il brano restò poi a lui e fu inserito nell’album “Mascalzone Latino” (1989). Un piccolo segno di stima che illumina il legame artistico tra due grandi voci.

Marco Armani è un narratore: ogni nota, ogni parola, racconta qualcosa di personale. Senza artifici, in modo autentico. A Trani ha dimostrato che la sua arte è viva, intima e capace di arrivare al cuore.