C’è del buono nell’inaugurazione del Centro Dialisi a Trani, con tanto di affollamento, anzi di capannello di politici dietro al nastro. Ben venga tutto. Ci mancherebbe. Ci lamentiamo delle sottrazioni che hanno prevalso sulle addizioni nell’ambito sanitario negli ultimi anni ed evitare che degli ammalati debbano sbattersi continuamente fuori Trani, coi loro parenti o coi servizi dei volontari (proprio la mamma di Debora Ciliento perse tragicamente la vita durante il trasporto per la dialisi fuori città, dopo un incidente- era trasportata appunto da un veicolo di un gruppo di volontariato-) è un atto politico -sanitario positivo.

Ma questa inaugurazione giustamente super amplificata dalla stampa va ad “addensarsi” attraverso alcuni “grumi” indigesti che non possiamo fare a meno di evidenziare.

I tranesi sono ormai tristemente abituati ad inaugurazioni “sotto – a ridosso- nei paraggi” di competizioni, snodi, appuntamenti elettorali. Ora, come già pronosticai un annetto fa, si stanno già moltiplicando.

Peccato che spesso e volentieri quelle inaugurazioni (di opere pubbliche, di settori sanitari o altri lavori) siano poi state seguite spesso da interruzioni o cambi di programma. Prendiamo, restando all’ambito sanitario, il reparto, proprio al Pta, di oculistica con specializzazione nelle operazioni di cataratta: dopo essere stato posto a Trani (addizione con felicitazioni, anche mediatiche, oltre che del “capannello” di cui sopra) è stato trasferito a Bisceglie. Anche altri reparti sono stati chiusi a Trani in passato e trasferiti a Bisceglie.

Appena spunta un raggio di sole sul desolante campo sanitario tranese (i poveri tranesi sono gli unici, nella Bat, pur da capoluogo, a non avere un Pronto Soccorso vero con almeno pochi reparti essenziali- il Pronto Soccorso senza alcun reparto non può sussistere) ecco avanzare l’ombra lunga del depauperamento (figlio di politici non all’altezza, figlio di quei “capannelli” buoni a correre dietro telecamera e fotografo) e delle lunghe e assurde attese per pazienti che assommano al danno (il depauperamento, appunto, in esclusiva tranese), la beffa (attese spesso improponibili).

Qualche settimana fa il collega giornalista Mario Schiralli denunciò “sulla sua pelle” una condizione d’attesa esorbitante per una visita. Ieri un lettore, proprio mentre il capannello rideva a favore di telecamere, ci scriveva denunciando: “Ho 83 anni ed ho bisogno di una visita neurologica: prima data disponibile il 10 settembre…”. E forse gli è andata pure bene, ma signori, sono più di tre mesi.

Ogni annuncio o apertura di reparto al Pta crea un piccolo corto circuito a Trani, paradossalmente: avendoci privato di tutto, ogni “concessione”, ogni addizione come quella inaugurata l’altro ieri, crea, in questo deserto, una discriminazione tra ammalati serviti a Trani ed ammalati che restano senza reparti o Ps o possibilità di cura nella propria città. Una discriminazione indiretta provocata da governi di centro sinistra, quelli ora in auge sul nostro territorio locale e regionale, che quindi vanno contro uno dei loro stessi principi: l’uguaglianza e la parità di trattamento, la negazione della divisione tra cittadini di serie A o serie B. Che poi viene acuita, tale disuguaglianza, tra chi può pagare il privato e chi no. Quella è una discriminazione ancor peggiore. Grazie Capannello…