Giustamente non poteva essere che così: dopo aver abbattuto tanti alberi, non potevamo rischiare di farne morire un altro vero, in quanto utilizzato come addobbo urbano natalizio ed in segno di rispetto a tutti gli alberi “stramorti” per cattiva manutenzione, ecco il finto, fintissimo albero di piazza della Repubblica che “impalla” Giovanni Bovio, che a sua volta sembra guardarlo sconsolato. In verità è talmente finto da ricordare un famoso gelato degli anni 80, il Twister, colorato e pieno di coloranti a sua volta, tanto che non so se sia ancora in commercio. E vabbè, fosse il Twister il problema, ci sarebbe da stare allegri. Basta spostarsi per poche decine di metri ed ecco uno dei veri simboli della repressione/ regressione tranese: il “Teatro On Depression” nella ex piazza Teatro, ora “piazza dei ribusciati”.

Partito come “on air”, finito a “schifío”, con doppio esborso di denaro, al momento a fondo perduto: prima per tirarlo su, ed ora, invece di smontarlo e lasciarlo nella cesta vecchia dei giocattoli, come una sorpresa da uovo poco gradita, per “ricollocarlo”, dopo il cocente flop – e io pago…- (si parla di villa Guastamacchia, sicuramente verrà meglio utilizzato dall’Auser, mi auguro, salvo sorprese…). Da luogo di esibizioni di gruppi locali o artisti di strada o geni del luogo, è finito ad essere cestino per fazzolettini per pulire le mani e le bocche sporche di olio (spero solo di quello), pipì post Peroni (quindi con flusso abbondante) e ritrovo per “cannaioli”.

Ed il chiosco by 800? Lo hanno re- re- re inaugurato, speriamo con fortuna più continuativa rispetto al passato. Ora vedremo, non aggiungo altro dopo mesi in cui è sprofondato nell’anonimato e nel non servizio rispetto agli annunci in pompa magna dell’inaugurazione.

Il Teatro “On Depression”, tornando alla mestizia assoluta, è uno dei simboli di questa Trani del secondo decennio del 2000: incapace di dare contenuti e continuità alle prime proposte ed ai contenitori e particolarmente abile nello sbertucciare il decoro urbano.
Pronta a tutto in conferenza stampa, ma incapace di “quagliare” nella vita reale. Cittadini e commercianti, pure loro “in depression”, ringraziano muti. Al massimo con qualche latrato sui social. O qualche movimento inconsulto da “rincoglioniti”.