Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma dei consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Trani Andrea Ferri e Emanuele Cozzoli:

«Recentemente, il Consiglio di Stato ha ribadito il principio della policentricità della sesta provincia pugliese e, soprattutto, ha confermato il principio secondo cui le dislocazioni degli uffici periferici dello Stato devono tener conto delle vocazioni territoriali delle tre città capoluogo, così come individuate nello Statuto della Provincia Barletta – Andria Trani.
Il Consiglio di Stato ha riconosciuto la sfera di discrezionalità organizzativa dell’ente in virtù dello Statuto Provinciale.
L’art.1 dello Statuto della Provincia Barletta – Andria – Trani prevede espressamente che la città di Trani costituisce il “polo giuridico-finanziario-culturale-scientifico e turistico”.
Ed è proprio in virtù di detti principi che il Consiglio Comunale della Città di Trani, con delibera n.23 adottata all’unanimità il 21.04.2022, esprimeva la ferma volontà politica di istituire la sede provinciale dell’Archivio di Stato in Trani presso Palazzo Valenzano dando mandato al Sindaco di farsi portavoce in tutte le sedi competenti della volontà assunta dalla massima assise cittadina.
Il gruppo spontaneo di cittadini del Comitato pro Archivio di Stato sta continuando a lottare per evitare che la sede provinciale dell’Archivio di Stato venga istituita a Barletta e non a Trani, città capoluogo destinata, come detto, a tal scopo in virtù della vocazione territoriale riconosciuta.
La irritualità della decisione comunicata della Prefettura nell’ottobre del 2021, adottata fuori dal contesto degli enti locali interessati, non ha alcuna valenza giuridico-amministrativa ed, in ogni caso, è contraria ai principi richiamati dalla legge e dalla giustizia amministrativa.
Chiediamo, quali iniziative abbia concretamente posto in essere il Sindaco di Trani al fine di dare esecuzione alla richiamata delibera del Consiglio Comunale, se si sia fatto promotore delle istanze dei cittadini dinanzi al Presidente della Provincia BAT ed agli organi centrali e periferici del Ministro della Cultura».