Ispettori ambientali, promossi con voto 8: dopo i nostri appelli si attivano ed in 48 ore beccano due soggetti impegnati a bruciare materiale nelle campagne. Dal primo video diffuso dall’assessore Merra (recupera un bel 7 dopo il 3 della scorsa settimana) capiamo che non si bruciavano frasche o rami ma rifiuti, almeno da quanto si vede, che a loro volta sprigionano diossina. Ora c’è un altro passaggio: il nostro sindaco chiami quello di Barletta, si siedano ad un tavolo e aprano una discussione sui fumi provenienti a Trani dalla zona industriale barlettana. Da quanto afferma in un post l’ex sindaco Tarantini (voto 8 per l’attenzione) sembra che i fumi arrivino dalla cementeria che brucerebbe rifiuti. I venti in direzione Trani fanno il resto. Perché non trovare nuovi strumenti per bruciare rifiuti? Perché no rifiuti zero o termovalorizzatori? Perché non entrare nella civiltà, anche per lo smaltimento? Suoneria accesa, con riserva. Primo fuoco.

Antonio Befano, rimandato con voto 4,5: suoneria con vibrazione… Antonio si era autoproclamato in campagna elettorale “consigliere di rottura” o rompipalle per capirci… finora non ha rotto nulla a parte “spaccare” la poltrona da commissione consiliare  infatti per lui sono diventate due, senza nemmeno il sorteggio di rito… cosa che ha suscitato i dubbi di Leo Amoruso, voto 7). Per ora lo abbiamo visto a mani giunte sul banco, diligente con mascherina, che segue con diligenza gli interventi degli altri, senza lasciare alcun segno di rottura. Befana anticipata.

Francesca Zitoli, bocciata con voto 2: esordio imbarazzante per la neo assessora alla Pubblica Istruzione. Suoneria spenta. Oltre a presentare un Piano del Diritto allo studio ricco d’inesattezze, come le hanno fatto notare Tommaso Laurora e Antonio Loconte, voto 8 ad entrambi per aver approfittato da oppositori con unghie affilate della situazione (questo si chiede di fare all’opposizione, non gli intrattenitori, cit Andrea Ferri), il che ci ha lasciati perplessi (manco una lettura prima di apporre la firma?), invece di scusarsi per le imprecisioni e chiudere con un “ringrazio per le correzioni, provvederemo a sistemare il testo”, si rifiuta di rispondere a Loconte e Laurora T. adducendo questioni personali con gli interessati (quali?). Lei è tenuta a rispondere se le si fa notare un’inesattezza, perché deve rispondere ai cittadini, a noi, ai quali non frega nulla delle questioni personali. Per la cronaca una risposta è stata data al solo Branà, ritenuto degno, per l’occasione. Ma non ci è piaciuto l’atteggiamento verso i primi due, dei quali alcune osservazioni sono rimaste senza risposta. Le avrà dato fastidio che le hanno ricordato di essere stata a capo della Commissione della Pubblica istruzione, per cui un Piano del Diritto allo studio così messo non poteva presentarlo? Quindi se un domani Loconte vince il concorso in magistratura e puta caso, la chiama per chiarimenti in Tribunale (Dio non voglia) che fa la Nostra? Non gli risponde per questioni personali? Mah… Tempo delle mele (acerbe).