Quindi uno dei componenti della maggioranza ci ha svelato, da fonte attendibile qual è, che al momento della firma del documento sul criterio di elezione del presidente del Consiglio, c’era scritto che il partito più votato avrebbe espresso il nome da far votare e non, come fatto trapelare in seguito, che il consigliere più suffragato sarebbe stato automaticamente sottoposto alla votazione del Consiglio. Questo criterio tra l’altro, ci spiega la nostra fonte, fu fortemente avallato dallo stesso Partito Democratico che, ritenendo di essere il gruppo più votato, non voleva correre il rischio che in altri partiti qualche altro “concorrente” prendesse la barca di voti che lo facesse risultare più suffragato, quindi in pole per la presidenza. È anche vero che nel PD stesso ci potrebbero essere altri competitor, a detta della nostra fonte, pronti ad andare alla conta, come in altre stagioni.

La decisione di Bottaro di fare una Giunta politica riporta i consiglieri comunali ad impegnarsi nello scegliere candidati non eletti nelle proprie liste che possano avere un curriculum all’altezza. Non vorremmo che accada come negli anni passati, col consigliere che pur di far eleggere il suo assessore, montava una specie di cuccia o di tenda da campeggio davanti all’ufficio del sindaco. Oggi magari con una delimitazione pavimentale, tipo quella che vediamo nei bar davanti al banco.

Una scritta: “Questo è il mio posto”, col consigliere pronto all’assalto del sindaco, pronto a subire i soliti ricatti? Ci auguriamo che, fuor di metafora, i consiglieri e partiti propongano persone all’altezza e non uno purché sia, uno buono per riempire la casella e soddisfare la spartizione. Questo è il mio posto… piange la targhetta…