Oggi voglio mettere in risalto due storie tristi. Una più ordinaria, un “già visto” mortificante e petulante; l’altra più malinconica e deprimente nella sua meschinità.
La prima storia riguarda le solite manfrine sull’elezione del presidente del Consiglio. In un primo momento era circolata la notizia secondo la quale sarebbe stato firmato un documento-accordo dai segretari di partito, per cui il consigliere più suffragato avrebbe dovuto ricoprire la carica in questione.
Premettiamo che questo documento, a cominciare dal sottoscritto, non lo ha mai visto nessun altro. Per trasparenza, in verità, lor signori avrebbero dovuto rendere pubblico a tutti i cittadini questo documento, ma così non è stato. Infatti la mancanza di trasparenza è foriera di equivoci. Ora, infatti, nella neonata maggioranza bottariana non tutti vorrebbero votare il consigliere più suffragato, ossia Marinaro, anche contro le spinte, in tal senso, dello stesso sindaco e del segretario piddino Riccio.
Tanto sarebbe “indigesto” il nome in questione, che nelle ultime ore alcuni componenti della stessa maggioranza stanno affermando, secondo fonti di Palazzo, che quel famoso documento- accordo non “specifichererebbe che sia il candidato più suffragato ad essere votato, ma che si parli di partito più suffragato a dover poi indicare a sua volta il candidato ideale”. Valli a mettere d’accordo pure stavolta… In “Gomorra” un personaggio affermava : ” O munn cagn’. Solo nui nun cagnamm’ mai.”
La seconda storia è riportata dal neo eletto consigliere di maggioranza Antonio Loconte, un passato nella Destra, ora nel Csx. In un post afferma che all’indomani della mancata elezione, alcuni aspiranti consiglieri avrebbero assunto atteggiamenti ignobili verso quelli che non li hanno votati. Col loro metodo da “Kgb cacio, pepe e pecorino”, de noiartri, saranno riusciti a risalire ai mancati voti ed ora giù con le amicizie tolte su FB, saluti tolti, ripicche varie. Un campionario di provincialismo, mediocrità, “mezzocalzettismo”, meschinità che si esplicita da questi poveretti che fino a tre settimane fa erano tutto un ” ciao carissimo”, caffè offerti, messaggi di amicizia e altro, verso coloro che avrebbero voluto abbindolare con tali falsità, ed ora, non eletti, da buoni ciucci e presuntuosi, tirano calci e mettono il muso e cercano piccole e risibili vendette, verso quello che speravano di abbracciare come il proprio elettorato che li avrebbe fatti uscire dal cono d’ombra anonimo verso cui mestamente ora sono incamminati. E non è detto che pure qualche eletto più in là non li segua su quel sentiero, visti gli ultimi chiari di luna.





































