Amet, Filctem Bat: «Nuovo Cda e Comune cosa intendono fare della municipalizzata?»

Amet, Filctem Bat: «Nuovo Cda e Comune cosa intendono fare della municipalizzata?»

Diversi gli interrogativi posti dal sindacato

Amet S.p.A, la società municipalizzata di Trani chiude il bilancio e via alle interpretazioni, ne registriamo anche in questo periodo, come in altri già passati, diverse: da un lato le forze politiche che palesano negligenze interne all’azienda ed alcune rappresentanze dei lavoratori che rispondono puntando il dito sui politici.

Come sindacato di categoria Filctem Cgil Bat/Foggia, vogliamo fare chiarezza, in quanto rappresentando i lavoratori delle aziende elettriche in tutta Italia e in Amet, abbiamo più volte portato alla discussione generale argomenti concreti. È oggettivo attendersi dei risultati ma è altrettanto giusto riconoscere il sacrificio dei lavoratori che, nel marasma regnante, continuano a produrre, nonostante 8 anni senza negoziazione di secondo livello. Non è bastato “separare” la vendita dalla rete di distribuzione (andava fatta almeno dieci anni prima), non basta ingaggiare una società per sistemare la fatturazione, non è bastato investire su di un Business Plan che fotografava la realtà aziendale 2016-2017 dando suggerimenti per affrontare le sfide negli scenari futuri del mercato elettrico, per poi non ottenere nessun rilancio effettivo ad oggi.

Aver affidato la gestione ad un commercialista di peso che doveva portare competenza e professionalità nel management aziendale, purtroppo non ha portato ai risultati sperati. Così come l’aver presentato con enfasi, a garanzia di un sicuro rilancio aziendale, non ha centrato gli obiettivi, come molti prima di lui, vedi anche l’alternarsi di CDA con aspettativa di vita breve. Amministrare un’azienda comporta necessariamente conoscenza del prodotto che si vende, conoscenza delle regole in campo, sapienza nel gestire e trasferire competenze controllandone il risultato finale.

Amet non ha saputo affrontare le sfide del mercato, dalla trasformazione in S.p.A., alla gestione dei fotovoltaici, alla sfida del mercato libero. Quando non vi sono regole condivise, confronti leali tra le parti e non vengono coinvolti gli attori in campo, emergeranno sempre i soliti noti pronti ad usare i lavoratori come scudo. La dimostrazione è la proclamazione dello stato di agitazione ultimo, divulgato a mezzo stampa senza coinvolgere i lavoratori, come consuetudine oramai in quest’azienda. Vogliamo inoltre ricordare, che sono di fronte a noi ben più grandi difficoltà come la sfida del contatore di seconda generazione e la fine del mercato tutelato da luglio 2020. Cosa farà Amet S.p.A. quando non potrà più fatturare vendita di energia? Perderà in un sol colpo tutti i clienti? Potrà vivere con la sola gestione della distribuzione?

Vorremo anche per questo chiedere al nuovo Cda ed al socio unico, il Comune di Trani, cosa intende fare di Amet S.p.A.? E quale futuro immagina per le maestranze?