“Quell’incontro con Savasta…”: il nome dell’ex magistrato nella condanna per fatture false dei genitori di Renzi

Nella requisitoria del pm di Firenze la ricostruzione di un incontro a Palazzo Chigi a Roma

E’ citato anche l’ex pm di Trani Antonio Savasta nella requsitoria conclusiva del pm Christine Von Borries, nel corso dell’ultima udienza svolta davanti al Tribunale di Firenze e che ha portato alla condanna ad un anno e nove mesi di reclusione i genitori dell’ex premier Matteo Renzi, Tiziano e Laura Bovoli. La condanna per due fattura false in un processo in cui è coinvolto anche l’imprenditore Luigi Dagostino, che a sua volta è stato condannato a due anni di reclusione. Il pm, nella requisitoria, ha citato un atto estraneo al processo fiorentino e relativo ad un’inchiesta della Procura di Trani da cui emerge che nel 2015 Dagostino si era rivolto a Tiziano Renzi, per chiedergli di fissare un appuntamento presso la Presidenza del Consiglio dei ministri con l’allora sottosegretario Luca Lotti, considerato il braccio destro di Matteo Renzi.

L’incontro a Palazzo Chigi avvenne il 17 giugno 2015 e durò, secondo la ricostruzione del pm fiorentino, circa 40 minuti. All’incontro nell’ufficio di Lotti a Palazzo Chigi, ha precisato il pm Von Borries, intervennero anche Antonio Savasta, all’epoca pm a Trani, e l’avvocato Ruggero Sfrecola. A sollecitare l’incontro a Dagostino con Lotti sarebbe stato il suo avvocato. In quel periodo Savasta indagava su un giro di fatture false in Puglia che coinvolgeva anche Dagostino. L’incontro che il magistrato pugliese Antonio Savasta ebbe con Luca Lotti a Palazzo Chigi era annotato anche nell’agenda dell’imprenditore Dagostino, ha precisato Von Borries. Dell’incontro si parla anche nel provvedimento cautelare che il 14 gennaio scorso ha portato all’arresto di Savasta, Nardi ed altre persone accusati dai pm di Lecce di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari e falso commessi tra il 2014 e il 2018 per aver pilotato, in cambio di mazzette, indagini istruite dalla Procura di Trani. L’incontro sarebbe servito anche per far ottenere un incarico a Roma al magistrato tranese, all’epoca dei fatti già sottoposto a diversi procedimenti penali ed alla richiesta di trasferimento d’ufficio.