Avrebbe avuto il diritto di trascorrere anche l’ultimo dei suoi giorni lì dove era sempre stato, in quella che per decenni era stata la sua casa: invece se ne andato in silenzio, lontano dal luogo a lui più caro, perché qualcuno quel diritto gliel’aveva portato via con la forza.
È morto in un centro per anziani di Margherita di Savoia, Felice Gusmai, 89 anni, l’anziano finito al centro delle cronache, la scorsa estate, dopo che alcuni abusivi avevano occupato il suo appartamento di via Olanda, alla periferia Trani, mentre lui era ricoverato in ospedale a causa di una brutta caduta.
Una storia di diritti sottratti, appunto, e mai restituiti, visto che l’89enne, nel suo appartamento non vi ha mai fatto ritorno. Cinque mesi ci sono voluti per sgomberare coattivamente l’abitazione, attualmente disabitata, in attesa che l’Arca Puglia lo assegni al prossimo avente diritto. Ma nel frattempo Felice aveva già smesso di lottare: dimesso dall’ospedale e con gli abusivi dentro casa, l’anziano era finito in una struttura di accoglienza, a Margherita di Savoia. E lì è rimasto, sino a quando è spento, pochi giorni fa, lontano dalla sua Trani, la città che ha potuto riaccoglierlo solo dopo le esequie. Almeno la morte è riuscita a restituirgli un po’ di giustizia.




































