È stata l’avvocato Maria Grazia D’Ecclesiis, presidente Nazionale e fondatrice dell’associazione «Sentieri della Legalità», ad inaugurare l’incontro tenutosi ieri sera presso il Centro Jobel a Trani. A rappresentare il Comune di Trani, l’Assessore alla cultura Grazia di Staso, che nel suo intervento ha sottolineato come la parola sentiero sia il simbolo di una strada da percorrere assieme, associazioni e amministrazione, al fine di garantire la legalità e il rispetto delle norme.

Un incontro scandito da molti interventi, incentrati oltre che alla presentazione del tema della legalità più in generale, necessari per presentare un percorso di confronto, di crescita, di informazione e sensibilizzazione al tema. Al centro del dibattito il sistema giudiziario, con autorevoli esperti del mondo delle istituzioni e della magistratura, con particolare attenzione rivolta a emblematici casi giudiziari di straordinario potere mediatico e interesse sociale. Presentato, in questo primo incontro, primo di una serie di appuntamenti, il nuovo libro di Alvaro Fiorucci e Luca Fiorucci dal titolo “Reperto 36: anatomia giudiziaria di Meredith Kercher”, edito dalla Morlacchi Editore.

La studentessa inglese è stata uccisa a Perugia il primo novembre del 2007. Cinque giorni dopo, vengono arrestati la coinquilina Amanda Knox, l’allora fidanzato, Raffaele Sollecito e poco dopo l’ivoriano, Rudy Guede, unico condannato in via definitiva con rito abbreviato, che non molto tempo fa è stato protagonista di un’intervista dal carcere di Viterbo. Dalle condanne alle assoluzioni, dalle assoluzioni annullate alle assoluzioni definitive.

“Reperto 36- anatomia giudiziaria dell’omicidio di Meredith Kercher” è un romanzo che attraverso un’analisi attenta e minuziosa delle sentenze, ricostruisce le diverse e opposte letture dei fatti e degli elementi di prova portati in aula dalla pubblica accusa che ne hanno dato i tanti giudici che nel corso di otto anni si sono occupati delle inchieste. Un libro che raccoglie la mole documentaria, raccolta da due cronisti umbri Alvaro Fiorucci e Luca Fiorucci, che ne hanno fatto un romanzo giallo.

Un libro forte e attento già nella scelta del titolo-il reperto 36 è un coltello da cucina, presunta arma del delitto-un libro che non presenta colpi di scena, perché tutto è scritto nelle carte processuali ma che offre un originale spaccato del funzionamento della giustizia italiana  con il suo navigare tra verità immaginata, verità dei fatti e verità giudiziaria.