Oltre 2 milioni e 650mila euro di danni su un’area di 890 ettari nelle campagne tranesi: sono questi i numeri dietro la richiesta della Regione Puglia dello stato di calamità nella provincia BAT dopo la grandinata di luglio 2026.

Tra il 23 e il 24 luglio, infatti, una violenta perturbazione ha colpito la provincia Barletta-Andria-Trani causando una perdita del 35% della produzione lorda vendibile. La zona interessata è stata quella di Trani al confine con la città di Bisceglie, dove si sono registrati danni a oliveti, vigneti e in misura minore a pesche, albicocche e mandorle con gravi conseguenza su tutta la filiera olivicola e viticola. Ma, denuncia Coldiretti Puglia, anche le produzioni di pregio, come quella del Moscato di Trani, sono state compromesse.

Di fronte a questa drammatica situazione per la produzione agricola, l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli ha esposto la necessità di ricorrere al Fondo di Solidarietà Nazionale per ottenere contributi a fondo perduto, prestiti agevolati, sgravi fiscali e proroghe dei finanziamenti agrari. Così la Giunta regionale, lo scorso 13 ottobre, ha formalmente richiesto al Ministero dell’Agricoltura lo Stato di Calamità per il territorio tranese. Non si è potuto procedere per il territorio di Bisceglie, poichè i danni registrati non hanno superati i canoni previsti dalla legge.

È una situazione che richiede un pronto e massiccio intervento. Come spiegato da Coldiretti Puglia, le precipitazioni estreme sono non solo più frequenti ma anche più violente: questo danneggia le colture e le raccolte, ma soprattutto lo stato dei terreni che, non riuscendo più ad assorbire l’acqua in eccesso, diventano fragili. Se a questo si aggiunge cementificazione e abbandono, ne consegue che l’89% del totale dei terreni pugliesi è a rischio idrogeologico. Lavoratori e contadini, così, vedono con sempre maggior frequenza mesi di lavoro mandati in fumo in breve tempo.