Pubblichiamo la nota stampa di Maria Grazia Cinquepalmi in merito alle dimissioni ufficiali di Marco Galiano:
«Per dodici lunghi anni ho condotto una battaglia solitaria, rigorosa e senza sconti contro un modello di gestione della cosa pubblica che reputavo — e reputo — devastante per Trani. Per dodici anni, da consigliera d’opposizione prima e da cittadina dopo, ho messo la faccia su atti, carte, delibere e distorsioni di un sistema che scambiava la nostra città per un feudo personale. Mi hanno chiamata “ostinata”, “polemica”, talvolta disfattista. La realtà è che non volevano ascoltare quello che oggi è diventato drammaticamente evidente sotto gli occhi di tutti.
Le parole con cui Marco Galiano ha rassegnato le sue dimissioni non sono soltanto l’epilogo di una crisi amministrativa, sono la confessione dall’interno di un fallimento morale e politico che denuncio da un decennio. Quando Galiano parla di “pressioni intollerabili” , di “lotte” , di tentativi di soffocare le potenzialità della città per mere rendite di posizione o spartizioni di cabotaggio, sta descrivendo punto per punto il “sistema Trani” che ho sempre combattuto.
Hanno provato a derubricare questo strappo a un banale battibecco sulle nomine, sul dimensionamento scolastico o sulle municipalizzate. Ma la verità — come ha giustamente sottolineato Galiano — è che ci si trova di fronte a un modo di vivere il ruolo politico da “padroni”, cancellando il rispetto dovuto alla città e alle istituzioni. A Marco Galiano va il merito umano e politico di non aver accettato compromessi al ribasso e di aver preferito la propria dignità di uomo e il rispetto per Trani al riparo di una poltrona. Ma alla mia Città voglio dire una cosa con estrema chiarezza, le cose che denunciavo ieri non erano visioni, erano la realtà.
Oggi quel muro di arroganza e di opacità ha una crepa insanabile. La fine di questo sistema non è un punto d’arrivo, ma l’inizio della liberazione per Trani. Si chiude un’era buia e se ne apre una in cui la politica deve tornare a fare ciò che deve, lavorare per la città, senza pretendere di appropriarsene. Io c’ero dodici anni fa, ci sono stata ogni singolo giorno nell’ombra e nei banchi d’opposizione, e ci sono oggi. Pronta a ricostruire sulle macerie di questo sistema una Trani finalmente libera, trasparente e orgogliosa.
P.S.: chi sono i padroni?»



































