Onde evitare problemi legali eviterei di riportare le imprecazioni di singoli cittadini nei confronti di determinati soggetti politici.

Ma in un ipotetico sondaggio di fine estate sull’imprecazione più diffusa fra i cittadini tranesi, se fossimo tra l’altro dotati di un microfono in ogni auto, in una dimensione da “Grande Fratello” di ritorno (volevo scrivere distopica, ma poi mi sono ricordato che una
ex assessora bottariana fece abuso di tale termine, provocando malumori tra la cittadinanza).

In un ipotetico sondaggio, dicevo, vincerebbe con distacco la seguente imprecazione: “Ma che strade di m…!”. Ecco, l’ho detto. Tra basole sollevate, buche dimenticate e “secolari”, dislivelli, strade non rifatte a regola d’arte dopo lavori in serie di vari enti, sarebbe sempre quella l’imprecazione vittoriosa, che riecheggia di auto in auto, di automobilista in automobilista.

La città slow , la città turistica si pregia di ricordarlo nel suo già ricco curriculum ai visitatori ed agli stessi cittadini imprecanti.